Man of Highland

Il lavoro di giornalista mi porta spesso in viaggio, il blog è un ottimo strumento di comunicazione, soprattutto quando scrivo nella stanza di un albergo o nella sala imbarchi di un aeroporto. Questo blog non riconosce il governo Prodi e le presidenze Napolitano, Bertinotti e Marini: non sono l'espressione della maggioranza dei voti degli italiani. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

domenica, aprile 30, 2006

Combinazioni

Comb. 1: Franco Marini
Comb. 2: Marini Franco
Comb. 3: Senatore Franco Marini
Comb. 4: Sen. Franco Marini
Comb. 5: Marini Sen. Franco
 
No comment. Sono solo CASTELLI in aria.

venerdì, aprile 28, 2006

Perché votare a destra?

Destra....

.... sinistra....


... destra....


... scelta facile!

Questa è M E R A V I G L I O S A

SENATO: MUSSI A BINDI QUI FINISCE MALE, FABIO NON TI AGITARE

(ANSA) - ROMA, 28 apr - 'Al Senato finisce male'. Fabio
Mussi che alla Camera sta presiedendo la seduta inaugurale della
XV legislatura, in una pausa dell'aula, incrocia Rosy Bindi e
esterna tutta la sua preoccupazione per come stanno andando le
votazioni a Palazzo Madama. Il deputato della Margherita sorride
e replica: 'stai tranquillo, Fabio, finira' bene. Non ti
agitare'.
Ma il leader del correntone Ds non le da' ascolto e ad un
deputato della sua area politica dice: 'mi sto prodigando ad
avvertire che Berlusconi e' in grado di comprare i cinque voti
che mancano. Peccato che questa legislatura duri cosi'
poco...'. Fabio Mussi rientra in aula per presiedere la nuova
votazione alla Camera. (ANSA).

Vista in diretta tv, il volto di Mussi esprime perfettamente lo stato d'animo espresso dai contenuti della notizia Ansa.
La Bindi è candidata al Ministero per l'Istruzione: come Prodi, cerca di convincere innanzitutto se stessa.

Prodi scricchiola anche alla Camera

Il conteggio dei voti dopo la prima tornata alla Camera evidenzia che Fausto Bertinotti ha avuto 305 voti, ma l'Unione conta nel complesso 384 deputati: emerge che 43 deputati del centro sinistra non hanno votato Bertinotti.
Meditate, gente: meditate.

Fumata nera anche alla Camera

Come i tifosi allo stadio: "Stiamo godendo!"

Castelli conferma, voto ad Andreotti

Il ministro Roberto Castelli ha confermato pochi minuti fa che la Lega Nord, già a partire dal secondo scrutinio, farà convergere i propri voti su Giulio Andreotti per la presidenza del Senato.

(P.S.: l'esito della prima votazione è stato accolto dal Senato in un gelo assoluto, la sinistra era completamente annichilita).

Una banconota da 15 euro

Questa mattina, come di consueto, mi sono recato in edicola per acquistare la mazzetta dei cinque quotidiani la cui lettura apre il mio mattino di lavoro. Cinque euro pagati con banconota da 20 euro, l'edicolante mi ha dato come resto una banconota da 15 euro.
Ovviamente ho fatto notare l'errore, l'assoluta falsità di una banconota da un simile taglio, ma l'edicolante insisteva perché io la accettassi, in virtù del fatto che, come le altre banconote, riportava l'ologramma, le diciture della Bce nelle diverse lingue, ecc.

Si tratta di una storiella di pura invenzione, ovvio. Ma la Corte di Appello di Roma ha compiuto un'azione analoga in occasione dell'esame dei verbali dei voti all'estero: ci ha spacciato voti falsi per buoni, e ha preteso che noi - elettori - li accettassimo.

Riporto passaggi testuali del verbale delle operazioni dell'Ufficio centrale per la circoscrizione estero:
- "In una serie di verbali sono emersi errori di aggregazione dei dati di lista e di preferenza. Si tratta dei seggi di (segue lista di 21 seggi, relativi a Camera e Senato)... in alcuni casi si tratta di dati incoerenti tra voti di lista e voti di preferenza, nel senso che i secondi presuppongono, per la loro entità, un maggior numero di voti di lista verbalizzati...
- ... si è proceduto a rettificare il voto di lista in modo da ottenere un risultato minimo accettabile (es. voti di lista 5 e voti di preferenza 20; se relativi a Ripartizione che consentiva una sola preferenza si è rettificato l'errore sostituendo il voto di lista con il numero delle preferenze - nell'esempio 20 - se relativi a Ripartizione che consentiva a due preferenze si è rettificato l'errore sostituendo il voto di lista con il voto di preferenza - nell'esempio 10).

Ma prendono per il culo? Trovano un errore macroscopico e invece di annullare i voti, aprire un'inchiesta (e dare ragione a Calderoli, guarda caso), aggiustano i voti a loro piacimento, con metodi empirici non codificati???

E come si fa a parlare di "risultato minimo accettabile" in un verbale per l'attribuzione dei voti???

E hanno pure il coraggio di metterlo a verbale? E ora cosa facciamo? Ci becchiamo un Parlamento ufficializzato sulla base di errori e aggiustamenti? Come ha fatto la Cassazione ad accettare un verbale che ufficializzava inaccetabili errori nell'attribuzione dei voti? Era sufficiente la dicitura "Ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso la Corte di Appello di Roma"?
Ma fatemi il piacere...

Prime risate dal Senato

Pochi minuti fa un garzone di bottega è stato visto entrare trafelato nella sede romana dell'Ulivo, in mano diversi panetti di burro.
L'evento è stato registrato pochi minuti dopo l'esito della prima votazione per l'elezione del presidente del Senato:
- Franco Marini, 157 voti
- Giulio Andreotti, 140 voti
- Roberto Calderoli, 15 voti
- Giulio Marini, 1 voto
- Schede bianche, 5
- Schede nulle, 4

La "vigorosa" maggioranza millantata da Prodi scricchiola già alla prima sessione, ora, con tutta probabilità, la Lega farà convergere i voti su Andreotti, quasi pareggiando i conti; e se Rita Levi Montalcini, considerando gli 87 anni di età, non resiste sino al secondo scrutinio, l'Unione perde un altro voto.

Mi associo alle prime dichiarazioni di Roberto Calderoli: "La vedo molto male per Franco
Marini... Da lì non si schioda, mentre Andreotti può ancora salire recuperando ad esempio le schede bianche. Se noi voteremo per lui? Dobbiamo vedere". (ANSA).

Contegno decoroso per tutti

Un "simpatico" lettore del blog mi ha fatto velatamente capire che determinati miei post "potevano essere oggetto di querela per diffamazione", mettendo anche in dubbio il mio ruolo di giornalista.
Ora, poiché la legge sulla diffamazione a mezzo stampa non prevede più la reclusione non corro rischi di fare compagnia a Ricucci. Per altre ragioni, putroppo, con corro rischi di fare compagnia a Caruso e Casarini, ma questo è un altro discorso.
Tuttavia, dovendo garantire una casa alla mia famiglia e non volendo in alcun modo far ricadere su di loro le conseguenze per mie "presunte" colpe, provvedo a esprimere i concetti in modo comunque fermo ma tali da non offendere l'animo gentile dei lettori di sinistra.
Questa mattina l'omosessuale Vladimiro Guadagno, meglio noto come Vladimir Luxuria, si è presentato alla Camera indossando (fonte Ansa) un tailler nero con righina rosa, body in pizzo nero e borsetta.
Trovo semplicemente intollerabile che l'aula di un Parlamento debba ospitare un omosessuale che si permette di presentarsi travestito in abiti femminili, e poiché dieci anni fa il presidente della Camera "bacchettò" Antonio Di Pietro, allora Ministro, per esseri presentato in giacca, cravatta e jeans, oggi pretendo che il presidente cacci fuori dall'aula un simile elemento.
Al tempo stesso pretendo che a un spero presto autorizzato a procedere Caruso venga imposto di indossare la cravatta, come previsto da un minimo di etichetta per presenziare nell'aula della Camera: non è alla guida di un camion (con tutto il rispetto per i camionisti, ovvio), non può indossare camicia a righe, giubbotto di pelle e occupare un seggio.

Complici di terroristi

Lidia Menapace, deputato di Rifondazione, dal sito del partito il 25 aprile scorso:

"Per non essere reticente dirò -ad esempio- che la resistenza iraqena è certamente legittima e ha diritto al nome di resistenza".

Ieri tre nostri militari sono morti per mano di "resistenti" legittimati da un partito italiano.

Complice di terrorismo.

giovedì, aprile 27, 2006

Ci siamo, si ricomincia

Domani Camera e Senato tornano a riunirsi, convocate per la prima volta dopo gli ormai conclamati (ma da sinistra accantonati) pastrocchi elettorali che hanno portato l'Unione a ottenere una maggioranza illegittima. Che Prodi & C. non siano all'altezza di governare il Paese è fatto che trova conferma nell'orientamento di questi ultimi giorni: assistiamo infatti non a una caccia alle idee, alle proposte, alla figura affidabile e meritevole di sedere alla presidenza dei due rami del Parlamento, ma a una mera caccia al voto, in particolare al Senato, dove basta qualche franco tiratore, qualche assenza tra gli ottuagenari senatori a vita, per far saltare miseramente la nomina di Marini.

Oggi Prodi si è addirittura spinto a raccomandare ai senatori di esprimere la preferenza indicando nome e cognome, perché solo oggi, appunto, ha "realizzato" che oltre al "suo" candidato Franco Marini, vi è anche un senatore Luigi Marini, eletto per Forza Italia. A voce, a parole esprime sicurezza, o meglio boria e arroganza sulla pressoché certa nomina di Marini (Luigi, off course...), ma nella realtà dei fatti sa, come sanno tutti i componenti della sua coalizione, di rischiare, e di rischiare forte qualche pericolosa sorpresa nell'urna.

Perché se domani sarà eletto Andreotti alla presidenza del Senato, per Romano Prodi sarebbe un'ulteriore delegittimazione della sua aspirazione all'incarico di formare un nuovo governo. Le due Camere devono andare alla maggioranza, ha tuonato. Ma domani rischia di vederne consegnata una all'opposizione, anche perché in caso di pareggio viene automaticamente eletto il senatore più anziano, ergo Giulio Andreotti.

Un ulteriore elemento di delegittimazione per Mortadella Prodi arriva dalle ultime affermazioni di Roberto Calderoli: l'esponente della Lega ha infatti invitato i senatori e i deputati eletti all'estero ad astenersi dal voto, nella giornata di domani, per dimostrare la loro onestà intellettuale. Dall'esame dei verbali delle operazioni effettuate dalla circoscrizione estero di Camera e Senato stanno infatti emergendo assurde incoerenze nei voti, addirittura si evidenzia che in numerosi seggi il numero dei voti di preferenza supera il numero dei voti di lista: in pratica, vi sono casi dove il numero dei voti attribuiti ai singoli candidati supera il numero dei voti attribuiti alla coalizione. Significa, molto semplicemente, che i conteggi sono sbagliati, e questo potrebbe avere come conseguenza, una volta che le giunte delle due Camere potranno effettuare i riconteggi su tutte le schede, che gli attuali eletti potrebbero cambiare radicalmente.

I Parlamentari eletti all'estero sono quindi suscettibili di decadenza dall'incarico perché sono stati attribuiti loro voti mai espressi. Molto duro, su questo aspetto, lo stesso Calderoli: Questo avrebbe dovuto determinare l'annullamento dei conteggi e il non effetto del voto. Diversamente si è proceduto a rettificare il numero dei voti di lista secondo empirici principi che saranno oggetto di valutazione in sede penale".

Domani il nuovo Parlamento inizia i lavori: ma lo fa con molti parlamentari che, in cuor loro, sanno già di dover abbandonare il seggio molto, molto presto.

Un premio Nobel, sinistrorso ma ex repubblichino

Mi permetto di copiare un testo, molto interessante, dal blog di Eleonora:

Il buffone

LA VERA STORIA DI DARIO FO NELLA RSI

Il primo a parlare di Dario Fo volontario nella Repubblica fascista di Mussolini fu Giorgio Pisanò, l'illustre giornalista, storico e uomo politico scomparso il 24 ottobre del 1997. Ne fece il nome nella sua opera in tre volumi «Storia della guerra civile in Italia», uscita per la prima volta nel 1964, indicandolo come appartenente al battaglione «A. Mazzarini» della Gnr (Guardia Nazionale Repubblicana). Pisanò era, a quell’epoca, un «intoccabile», come i parìa dell'India. Aveva la lebbra fascista. Qualsiasi cosa dicesse o scrivesse, lasciava indifferente l'establishment (non che le cose siano molto cambiate).Il secondo fu Giancarlo Vigorelli, famoso scrittore e critico, in un «corsivo» pubblicato su “Il Giorno” del 6 giugno 1975. Era andato in scena il «Fanfani rapito», una corrosiva comica di Fo, nella quale si descriveva il segretario democristiano nell’atto di partorire un piccolo mostriciattolo fascista. “Anche Fo - scrisse Vigorelli - sa di avere in pancia l’incubo dei propri trascorsi fascisti “.Non l'avesse mai scritto. Fo querelò per diffamazione il critico e il direttore del quotidiano dell'Eni Gaetano Afeltra. La querela si concluse con una rimessione, perché “II Giorno” aveva pubblicato un’adeguata rettifica in cui poteva leggersi che Dario Fo “viveva all’interno di una famiglia nota per l'attivo impegno nella lotta partigiana e fu partecipe personalmente di questo impegno allora e in seguito. La sua momentanea e forzata presenza nella sezione addestramento della contraerea dell'aeronautica di quel tempo, senza la partecipazione ad alcuna azione militare, seguita da diserzione, non implicò quindi alcuna adesione su nessun piano, ad una concezione ideologica che egli ha da sempre combattuto con impegno militante”. Bé, effettivamente, dare del fascista ad uno che ha fatto dell'antifascismo la sua professione è grossa. All'epoca ci fu un po' di maretta. Il deputato democristiano di Novara Michele Zolla, molto vicino a Oscar Luigi Scalfaro, presentò un'interrogazione al ministro della Difesa per sapere se rispondesse a verità che Fo aveva militato nel battaglione «A. Mazzarini» della Gnr. Nessuna risposta, qualche insulto all'indirizzo di Zolla sui giornali di sinistra, silenzio della grande stampa, già allineata. Fo era una potenza. Aveva scritto «Morte accidentale di un anarchico» accusando Luigi Calabresi (da lui ribattezzato “il commissario Cavalcioni”)di avere “defenestrato” dalla questura di Milano l'anarchico Pino Pinelli all'indomani dell'attentato di piazza Fontana (12 dicembre 1969, 16 morti, 90 feriti). E poco dopo Calabresi era stato “giustiziato”. Aveva attaccato, con una conferenza-stampa convocata al palazzo di Giustizia di Milano, il p.m. genovese Mario Sossi, reo di aver fatto arrestare l'ex-comandante partigiano Giambattista Lazagna (caso Feltrinelli). E poco dopo Sossi era stato sequestrato dalle Brigate Rosse. Per l'ultrasinistra, Dario Fo era un idolo. Frattanto, le Brigate Rosse avevano incominciato ad ammazzare, e la gente aveva paura.In questo clima, il 9 giugno 1977 il compianto collega Gianni Cerutti pubblicò, sul settimanale da lui fondato e diretto, «II Nord», di Borgormanero (Novara), la lettera articolo di un collaboratore, Angelo Fornara, nella quale si poteva leggere che a Fo “non conviene ritornare a Romagnano Sesia dove qualcuno lo potrebbe riconoscere: rastrellatore, repubblichino, intruppato nel battaglione "Mazzarini" della Guardia Nazionale della Repubblica di Salò”.Fo non perdona. Scocca la querela per diffamazione “con ampia facoltà di prova”.Il processo si celebra a Varese, dove è stampato «II Nord». La prima udienza si svolge il 7 febbraio 1978.Fo racconta che, non ancora diciottenne (è nato a Sangiano, Varese, il 24 Marzo 1926), collaborava con il padre, esponente della Resistenza nel Varesotto. Preso tre volte dai tedeschi, e sempre scappato, si era arruolato volontario nei paracadutisti di Tradate, ma lo aveva fatto per non destare sospetti, anzi d'accordo con i partigiani amici del padre. Tanto che il suo sogno era sempre stato quello di unirsi alla formazione militare Lazzarini, la banda partigiana terrore dei nazifascisti sulla riva orientale del Lago Maggiore. Falso quindi che sia stato repubblichino, falso che sia stato rastrellatore, falso, falsissimo, che sia stato «intruppato nel battaglione “A. Mazzarini” della Gnr».Nel frattempo, il giornalista e storico Luciano Garibaldi ha condotto una ricerca sulla strana vicenda e ne pubblica i risultati in un ampio reportage sul settimanale «Gente» in edicola il 4 marzo 1978. Cè la foto di Dario Fo in divisa da parà repubblichino. Cè il ritratto da lui fatto dei suoi camerati con le anime dei partigiani uccisi che escono dalle canne dei mitra («sono apocrife e sono state aggiunte da altri», dirà il comico). Soprattutto ci sono le testimonianze di una decina di ex-camerati di Tradate, tra cui l'ex-sergente maggiore istruttore dei paracadutisti fascisti, Carlo Maria Milani (“L’allievo paracadutista Dario Fo era con me durante il rastrellamento della Val Cannobina per la riconquista dell'Ossola, il suo compito era portare le bombe”), e - assolutamente esplosiva - quella del leggendario comandante partigiano Giacinto Lazzarini, si, proprio lui, il mito della giovinezza di Fo.Lazzarini, a quell’epoca sessantaseienne, è un superdecorato e probabilmente tutti pensavano fosse morto (in effetti la sua formazione era stata sterminata dai fascisti durante la battaglia di Gera di Voldomino, Varese, il 7ottobre 1944: 54 morti). Nell’intervista afferma: “Le dichiarazioni di Dario Fo destano in me non poca meraviglia. Dice che la casa di suo padre era a Porto Valtravaglia, era un “centro” di resistenza. Strano. Avrei dovuto per lo meno saperlo. Poi dice che “era d’accordo con Albertoli” per raggiungere la mia formazione. Io avevo in formazione due Albertoli, due cugini, Giampiero e Giacomo. Caddero entrambi eroicamente alla Gera di Voldomino, e alla loro memoria è stata concessa la medaglia di bronzo al valor militare. Forse Fo potrà spiegare come faceva ad essere d’accordo con uno dei due Albertoli di lasciare Tradate nel gennaio 1945, quando erano entrambi caduti quattro mesi prima. Senza dire, poi, che i cugini Albertoli erano tra i più vicini a me e mai nessuno dei due mi parlò di un Dario Fo che nutriva l’intento di unirsi alla nostra formazione”.«Ad ogni, modo - dice ancora Lazzarini - se Dario Fo si arruolò nei paracadutisti repubblichini per consiglio di un capo partigiano, perché non lo ha detto subito, all'indomani della Liberazione? Sarebbe stato un titolo d'onore, per lui. Perché mai tenere celato per tanti anni un episodio che va a suo merito?».L’inchiesta di Luciano Garibaldi ha l'effetto di rendere incandescente il processo di Varese. Milani e Lazzarini vengono citati e ascoltati dal tribunale. Milani ha un duro confronto con Fo, al termine del quale viene denunciato dagli avvocati del futuro Nobel per falsa testimonianza. Lazzarini, un autentico eroe della resistenza, è ascoltato l'11 aprile.Finalmente, dopo 34 anni, Fo ha l’occasione di trovarsi faccia a faccia con colui che, stando alla biografia “La storia di Dario Fo”, di Chiara Valentini, fu l'idolo della sua gioventù, il leggendario comandante Lazzarini, il Che Guevara del Varesotto, il Chiapas dei nazifascisti. Che fa? Lo abbraccia? No. Lo fa ricoprire di contumelie dal suo amico ed ex-partigiano Leo Wachter, il quale, tirando la corda, dice al tribunale: “Lazzarini? Mai sentito nominare”. Con fierezza colma di sdegno, Lazzarini, al presidente che gli chiede se per caso egli usasse un nome di copertura, risponde. “No, il mio nome era Lazzarini, il bandito Lazzarini!”.Il processo dura un anno e si conclude, dopo oltre dieci udienze, il 15 febbraio 1979, con una sentenza che assolve per intervenuta amnistia il direttore, de “II Nord” e condanna il collaboratore per la sola asserzione “Fo intruppato nel battaglione “A. Mazzarini” della Gnr”.Nella sentenza si legge tra l'altro: “E’ certo che Fo ha vestito la divisa del paracadutista repubblichino nelle file del Battaglione Azzurro di Tradate. Lo ha riconosciuto lui stesso - e non poteva non farlo, trattandosi di circostanza confortata da numerosi riscontri probatori documentali e testimoniali - anche se ha cercato di edulcorare il suo arruolamento volontario sostenendo di avere svolto la parte dell'infiltrato pronto al doppio gioco. Ma le sue riserve mentali lasciano il tempo che trovano”. E ancora: “Deve ritenersi accertato che delle formazioni fasciste impegnate nell'operazione in Val Cannobina facessero sicuramente parte anche i paracadutisti del Battaglione Azzurro di Tradate. ( ... ) Non è altrettanto certo, o meglio è discutibile, che vi sia stato impiegato Dario Fo. Ma (...) la milizia repubblichina di Fo in un battaglione che di sicuro ha effettuato qualche rastrellamento, lo rende in certo qual modo moralmente corresponsabile di tutte le attività e di ogni scelta operata da quella scuola nella quale egli, per libera elezione, aveva deciso di entrare.E’ legittima dunque per Dario Fo non solo la definizione di repubblichino, ma anche quella di rastrellatore”.La sentenza non fu appellata e dunque è definitiva. Per la giustizia, Fo è stato repubblichino, paracadutista e rastrellatore. Quanto all’ex-sergente maggiore Carlo Maria Milani, processato per falsa testimonianza , fu assolto dal pretore di Varese il 16 maggio 1980 con formula piena; perché il reato non sussiste. Sentenza anch’essa definitiva.

Agostino Bertani

Benarrivata, tornatene a casa!

IRAQ: NASSIRIYA; MENAPACE (PRC), ORA PIU' CHE MAI RITIRARSI
MISSIONE MILITARE DA' ALIBI PATRIOTTICI A RESISTENZA IRACHENA
ROMA
(ANSA) - ROMA, 27 APR - "Sono sempre stata convinta del
fatto che fu un errore ed una violazione della Costituzione
mandare i nostri soldati in Iraq. Alla luce della tragedia
accaduta oggi, la mia convinzione si rafforza". Lo afferma
Lidia Menapace, pacifista eletta nelle liste del Prc alla Camera
commentando l'attentato di stamani a Nassiriya.
"La situazione in Iraq - rileva Menapace - oggi è tale che
nessuno può pensare che qualcosa di buono possa venire da una
missione militare. Tirar fuori i piedi da lì è meglio: se non
altro per non dare alla resistenza irachena l'alibi di dire che
agisce per motivi patriottici". La Menapace, alla sua prima
giornata a Montecitorio traccia al cronista un paragone tra la
resistenza italiana e quella in Iraq. "In Italia - spiega - la
resistenza aveva una direzione politica nel Cln, il che la
preparò ad essere l'embrione del nuovo Stato repubblicano. La
resistenza irachena, invece, questa direzione politica non ce
l'ha: è divisa, non ha un progetto e siccome le differenze al
suo interno non sono politiche ma religiose, il che le rende
particolarmente non mediabili, si va a rotta di collo verso la
guerra civile. Fornire con una missione militare a una o a
un'altra parte un alibi patriottico è del tutto
sbagliato".(ANSA).

Ben arrivata alla Camera, Menapace. Ora, per favore, torna a casa. Grazie.

Sinistrorsi, guardate chi avete eletto

Ali Rashim, ex-esponente dell'Anp, è stato eletto alla Camera per Rifondazione Comunista.

IRAQ:NASSIRIYA;RASHID(PRC),ATTENTATO DIMOSTRA CHE C'E'GUERRA
SUBITO RITIRO, POLITICA ITALIANA TORNI A DIALOGARE CON TUTTI
ROMA
(ANSA) - ROMA, 27 APR - "L'attentato dimostra che è in
corso una guerra. Come prevede il programma dell'Unione si
procederà subito al ritiro immediato per far sì che la
politica italiana torni ad essere come prima cioé capace di
dialogare con tutti". Così Ali Rashid, deputato di
Rifondazione Comunista, commenta l'attentato di Nassiryia.
Secondo l'ex esponente dell'Anp, "la situazione deve avere
una soluzione nel più breve tempo possibile perché quello che
é accaduto fa presagire un futuro peggiore". (ANSA).

Grazie, compagno Bertinotti: grazie a te ora le minacce terroristiche (l'ultima frase, in neretto, non ha bisogno di commenti) arrivano direttamente dal nostro Parlamento.
Sto pensando di diventare apolide, questi presunti politici mi fanno vergognare di essere italiano.

Quest'uomo (?) ambisce a un ministero

IRAQ: NASSIRIYA; PECORARO, DOLORE PER VITTIME,GUERRA ASSURDA
SOLIDARIETA' A FAMIGLIE, ORA NOSTRI SOLDATI TORNINO
ROMA
(ANSA) - ROMA, 27 apr - "Con profondo dolore esprimo il
cordoglio dei Verdi per le vittime dell' attentato a Nassiriya.
Altre vittime di una guerra assurda che gli italiani non
volevano. Ai familiari delle vittime va la nostra piena
solidarietà in un momento di dolore che accomuna tutto il
paese": così Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi.
"Il ritiro dei nostri soldati dall' Iraq è sempre più
urgente. Serve una vera svolta nella politica estera del nostro
paese, che deve essere orientata alla pace, al dialogo, alla
cooperazione, le armi più efficaci contro il terrorismo, che -
conclude Pecoraro - va contrastato con fermezza e con più
intelligence". (ANSA).

Alfonso Pecoraro Scanio è accreditato per la poltrona di ministro per le Risorse agricole. Alfonso, vai pure a dialogare di pace e cooperazione con al-Zarqawi, Osama Bin Laden, gli altri leader del terrorismo islamico.
Vai pure. E, per favore, restaci.
Ricordati che il terrorismo iracheno è fomentato anche da ex accoliti di Saddam Hussein, e che tu hai accolto anni fa, con mille onori, il suo vice Aziz, in Italia, sempre in nome di quella bandiera arcobaleno che forse nessuno mai brucerà ma che credimi, per questi bastardi, serve al massimo come carta igienica.

Sono una parlamentare di rifondazione comunista...

... e vorrei dimostrare di non capire assolutamente nulla della vita, e fornire una dimostrazione pratica di come si può perdere una buona occasione per stare zitti:

IRAQ: DEIANA (PRC), PERCHE' MARTINO DICEVA CHE ERA TUTTO OK?
ESPRIMO CORDOGLIO MA NUOVO GOVERNO PENSI SUBITO AL RITIRO
ROMA
(ANSA) - ROMA, 27 APR - "Nell'ultima riunione delle
commissioni Difesa il ministro Martino ci aveva detto, su
richieste insistenti di notizie sulla situazione di Nassiriya,
che era tutto ok, che i nostri sodati si trovavano in un
ambiente pacifico dove venivano costantemente ringraziati. Ma
l'attentato di oggi dimostra che in realtà i segnali che si
avevano erano di ostilità nei confronti delle truppe. Esprimo
il mio cordoglio e oggi di fronte a questo dramma il ritiro
delle truppe deve essere il primo atto del Governo quando Prodi
avrà l'incarico". Così Elettra Deiana, parlamentare di
Rifondazione Comunista, commenta l'attentato di Nassiriya.
(ANSA).


Qualcuno vuole spiegare ai comunisti che abbiamo a che fare con terroristi? Qualcuno vuole almeno tentare di spiegare alla Deiana che questi bastardi, prima di colpire, non bussano alla porta?
Ma state zitti, almeno...

Bastardi, froci, e vigliacchi

Approfondisco dopo.
Il titolo vale per quei figli di una grandissima baldracca che hanno attaccato il nostro convoglio a Nassiriya, per tutti gli italiani che due giorni fa hanno dato manifestazione di sostegno al terrorismo, per tutti quelli che li hanno applauditi.
Per chi ha votato a sinistra permettendo, tra gli altri, a un no global e gente come Diliberto, Pecoraro Scanio e Rizzo, che ora probabilmente di stanno fregando le mani pronti a chiedere il consueto ritiro immediato del nostro contingente di pace, di sedersi alla Camera: vergognatevi un po' di più, rispetto a ieri.

mercoledì, aprile 26, 2006

Colpi di bianchetto

Quanto segue è uscito sul sito di Romano Mortadella Prodi lo scorso 11 aprile. Successivamente è stato cancellato. I colpi dalemiani di bianchetto hanno evidentemente fatto scuola.
Copiatelo, salvatelo, stampatelo, ma soprattutto conservatelo. Tra sei mesi rileggetelo.

11 Aprile 2006 - Ore 19:08
"Care amiche, cari amici, La PrimaVera è arrivata!
L’Italia ha scelto di guardare al futuro con ottimismo e serietà e lo ha fatto con forza, con convinzione, con gioia. Sono tante le sensazioni che provo mentre scrivo queste parole. Gratitudine, emozione, felicità. Il vostro è un voto che unisce, un voto che testimonia la voglia di “esserci”. E quando c’è partecipazione non ci può essere preoccupazione.La responsabilità alla quale vengo chiamato è alta e storica. Il Paese non può permettersi altri cinque anni di indecisioni e di scelte sbagliate. E tra gli abbracci e i sorrisi si fa strada, forte, il mio primo pensiero, quello di fare in modo che non ci siano più due Italie, quella dei “pochi” e quella degli “altri”.Viviamo in un grande Paese che da oggi è un Paese “nuovo”. Anche e soprattutto grazie a voi. Un’Italia di tutti che apre le sue braccia al mondo, forte della sua tradizione, dei suoi valori e delle sue idee. Saranno cinque anni meravigliosi. E, insieme, restituiremo davvero il sorriso al Paese. Grazie di cuore".
Romano Prodi

Tristezze estere (2)

A volte il freddo e anni di governo di sinistra fanno male. Speriamo che le svedesi ragionino non cervello apolitico...

EST:MO
2006-04-26 16:20
MO:SVEZIA NON VA ESERCITAZIONI SARDEGNA PER PRESENZA ISRAELE

(ANSA-AFP) - STOCCOLMA, 26 APR - La Svezia si è ritirata da
un'esercitazione militare europea prevista per il mese di maggio
in Sardegna per via della partecipazione di Israele. Lo si è
appreso oggi da fonti governative e militari.
L'addestramento aereo Spring Flag dall'8 al 25 maggio "é
stato organizzato per operazioni di mantenimento della pace e
noi non desideriamo prendervi parte a causa della partecipazione
di Israele", ha detto all'Afp Nina Ersman, portavoce del
ministero degli Esteri.
I nove paesi interessati, Germania, Belgio, Francia, Gran
Bretagna, Italia, Israele, Norvegia, Olanda e Svezia, devono
addestrarsi insieme in vista di una futura collaborazione in
operazioni internazionali di mantenimento della pace. Ma sembra
poco probabile che Israele possa partecipare a tali operazioni,
sostiene il ministero svedese interrogandosi sull'utilità
dell'addestramento. "Israele non partecipa attualmente a
nessuna operazione di mantenimento della pace", ha detto la
portavoce.
La base aerea F17 a Blekinge, nel sud della Svezia, deve
rappresentare il Paese scandinavo alle esercitazioni in Italia,
"ma abbiamo ricevuto ordini dal Quartier generale militare" di
ritirarci, ha detto all'Afp il portavoce della base Kent
Loewing. (ANSA-AFP)

Tristezze estere (1)

Una ragione in più per difendere i nostri mercati dalla Cina:

Tgfin
26/4/2006

In Cina le Ferrari contraffatte

Frattini: nuove norme Ue contro i falsi

Trovare una berlina Ferrari di perfetta fattura, rossa fiammante che campeggia in uno squallido campo cinese alla periferia di Shanghai, non è certo un'immagine di tutti i giorni. Ma è quanto ha mostrato ai giornalisti Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea, in occasione dell'annuncio della nuova iniziativa europea contro la contraffazione.

"Ne esistono soltanto sei esemplari al mondo...beh, questa è la settima", ha aggiunto Frattini. "E' una berlinetta, bellissima ed è stata imitata e prodotta in Cina".

Insomma gli abitanti del gigante asiatico non si fermano di fronte a nulla. E nella contraffazione rimangono i re indiscussi, in grado di clonare perfettamente anche un'opera d'arte e d'ingegno come la Ferrari.

E proprio prendendo spunto da questa vicenda, il vicepresidente Ue ha annunciato l'adozione di una proposta di direttiva sulla lotta contro i reati di proprietà intellettuale. La Commissione ha infatti accolto il contenuto della sentenza della Corte di giustizia europea, secondo la quale le disposizioni di diritto penale necessarie per l'effettiva attuazione del diritto comunitario sono materia di diritto Ue.

Frattini, commissario per la giustizia, la libertà e la sicurezza ha sottolineato che il nuovo dispositivo proposto dalla commissione costituisce l'aspetto penale della lotta contro la contraffazione e la pirateria in Europa. E ha ricordato che le organizzazioni criminali investono enormi mezzi in queste attività, spesso più lucrative di altri traffici e ancora poco represse.

Ufficiale: Prodi non ha speranze

Presupposti:

1. Mortadella Prodi ha detto che, nonostante non sia citata nelle 281 pagine del programma, "la Tav si farà";
2. I Verdi sono contrari alla Tav;
3. I voti dei Verdi sono fondamentali, se non alla Camera, almeno al Senato;
4. Oggi il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, ha affermato quanto segue:

2006-04-26 12:52
TAV: PECORARO, STUDIO UE NON RASSICURA
VERIFICARE SUA REALE INDIPENDENZA
ROMA
(ANSA) - ROMA, 26 apr - "Aspettiamo di verificare la
qualità del lavoro e la sua reale indipendenza". Lo ha detto
il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, in merito allo
studio sull' alta velocità che viene presentato oggi a Torino
dal coordinatore del corridoio 5 ed ex commissario europeo,
Lojola De Palacio.
"Lo studio è stato affidato - ha proseguito Pecoraro
rispondendo ai giornalisti a margine di un incontro sul
ventennale di Chernobyl - a una personalità schierata e non
rassicura da un punto di vista ambientale".
Fondamentale, secondo Pecoraro, la posizione del
centrosinistra: "Non si fanno opere pubbliche contro le
popolazioni". (ANSA).

Conseguenze:

Alternativa 1. Prodi porta avanti il progetto Tav, al Senato vengono a mancare i voti dei Verdi, il governo cade;
Alternativa 2. Prodi non porta avanti il progetto Tav, non solo smetisce se stesso, ma viene da chiedersi cosa ne penseranno gli partiti della coalizione; in ogni caso sarebbe comunque delegittimato, oppure perderebbe un sostegno politico ancora maggiore, quindi fine dei giochi - il governo cade.

Non serve aggiungere altro.

Come ci vedono all'estero (2)

I votanti prodiani non hanno perso occasione per fornire motivo di vergogna:

25 aprile, "Rabbia e vergogna"

Israele: "Offesi da fascisti sinistra"

L'ambasciatore di Israele, Ehud Gol, ha condannato gli episodi accaduti a Milano in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile. "Da ebreo e israeliano mi sono colmato di vergogna e di rabbia alla vista del barbaro comportamento dei "fascisti" della sinistra estremista che hanno profanato la sacralità della festa della liberazione, dando alle fiamme le bandiere dello Stato d'Israele nel corso del corteo", ha detto.

(Tgcom)

Come ci vedono all'estero

I sinistrorsi tengono in alta considerazione i commenti all'Italia provenienti dall'estero, vedi Fmi, Financial Times, The Economist (The Ecommunist). Di questo cosa ne penseranno?

"Sarà una gara tra Iraq e Italia per quale dei due governi cadrà prima".
Michael Rubin, ex consigliere di Paul Bremer a Baghdad e analista dell'AEI, New York Sun, 21/4/2006

Romano, che tristezza...

La reazione di Romano Prodi agli attentati di Dahab: “Certamente non mi aspettavo in questo periodo una recrudescenza di questo tipo”.
Siamo in ottime mani.

Vergognati, don Vitaliano


Considerato che ti unisci ai fischi di Milano, valuta che questa vergognosa contestazione ha costretto il padre del ministro Moratti ad abbandonare il corteo.
La foto sopra ritrae la persona che i cialtroni comunisti hanno attaccato ieri, Paolo Brichetto Arnaboldi, partigiano e deportato a Dachau, premiato con medaglia d'argento e di bronzo per la sua attività durante la resistenza.
Complimenti.
Vergognatevi, tutti.
A cominciare da un presunto sacerdote, personalmente indegno di indossare l'abito talare.

E questo sarebbe un sacerdote...

anch’io fischio la Moratti!

donvitaliano in politica

moratti.jpg

Finalmente qualcosa di sinistra!

ADNK 25/04/2006 - 15.50: FISCHI E INSULTI PER LA MORATTI: Letizia Moratti, ministro dell’Istruzione, e’ stata accolta nel corteo della manifestazione del 25 aprile in corso a Milano da un coro di fischi e insulti. Il ministro non aveva ancora finito di parlare con i giornalisti che il corteo ha iniziato a fischiarla e contestarla. Il candidato sindaco al capoluogo lombardo per il centrodestra ha affermato di partecipare alla manifestazione per la Liberazione come privata cittadina e di voler solamente accompagnare il padre, ex partigiano deportato nel campo di concentramento di Dachau.

Anch’io mi associo al coro di fischi contro il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, e chiedo ai rappresentanti politici di centrosinistra di lasciarci almeno quelli per contestare e per esprimere dissenso: lasciateci fisciare in pace chi ci pare!

don Vitaliano

Considerando che il cosiddetto don Vitaliano (già privato - per fortuna - della sua parrocchia) difficilmente pubblicherà il mio commento sul suo blog moderato, lo riporto qui sotto:


"Come cattolico mi vergogno del fatto che presunto sacerdote come lei approvi il comportamento di una massa di cialtroni di sinistra che si è permessa di fischiare un ministro solo per il fatto di appartenere all'opposta fazione politica, costringendone il padre - partigiano e deportato a Dachau - ad abbandonare il corteo del 25 aprile.
Si vergogni, e faccia un favore a tutti noi: se ne torni in Sudamerica".

martedì, aprile 25, 2006

L'importante è essere semplici, chiari e comprensibili.

Se avete un po' di tempo da perdere, vi riporto il testo integrale della "scheda" di Mortadella Prodi (tratta dal sul programma di 281 pagine...) circa il piano per le tv.
Anche se solo venisse applicato alla Rai, sarebbe la fine per tutti i programmi e programmini che dobbiamo sorbirci ne corso della giornata, da Uno Mattina a L'Italia sul 2, eccetera, eccetera, eccetera.
In pratica, impossibile da realizzare.
Anche perché non avrà mai un governo con il quale tentare di attuarla...
Più informazione, più libertà (pag. 261)
Il diritto a comunicare e ad essere informati

La capacità di comunicare, elaborare e diffondere informazioni e conoscenze è un bene comune dell'umanità e, come tale, è inalienabile. La libera produzione e circolazione delle informazioni, la capacità e la possibilità del cittadino di diventare protagonista attivo e non solo passivo dello scambio comunicativo, la ricchezza e la pluralità delle fonti, costituiscono valori fondamentali di una democrazia avanzata e sono condizioni per il progresso civile di un paese. Nuove possibilità in questo senso sono offerte dalle tecnologie digitali, che trasformano il settore radicalmente, costituendo un comparto industriale di importanza strategica sempre maggiore. Nel quinquennio del centrodestra, però, la libertà di informazione è stata duramente condizionata dal conflitto di interessi e da norme, come la Legge Gasparri, che hanno consolidato le posizioni dominanti del mercato, limitando il pluralismo e la concorrenza. Per quanto riguarda il futuro dei media, si è cercato di proiettarvi le medesime posizioni di forza della situazione attuale, con strumenti vaghi o artificiali e con incentivi pubblici indirizzati a favorire singole piattaforme o tecnologie. A questo concorre una distribuzione distorta delle risorse derivanti dal mercato pubblicitario. Risorse importanti che oggi favoriscono solo pochi soggetti, penalizzando interi settori, a partire da quello dell'editoria, della carta stampata e dell'emittenza locale Per uscire da questa situazione è necessario riequilibrare ed aprire il sistema, garantendo il pluralismo e la completezza delle voci e delle culture e limitando le concentrazioni, ribadendo appositi limiti anticoncentrazione in luogo del cosiddetto "Sistema integrato delle comunicazioni" (SIC) della Legge Gasparri e limiti al possesso delle reti. In questa situazione è indispensabile anche la legge sulla par condicio. È poi un obiettivo inderogabile una politica per la crescita e lo sviluppo competitivo ed innovativo. Dopo anni di impasse dovuti a posizioni dominanti, monopoli, oligopoli, lavoreremo per più libertà, per dare a cittadini e operatori regole certe e per un nuovo ruolo del servizio pubblico. Affermiamo il diritto a comunicare il proprio pensiero e i propri valori, il diritto a informare e ad essere informati, come diritti fondamentali ed opereremo perché essi trovino piena attuazione. Vogliamo che la comunicazione e l'informazione siano spazio di interesse pubblico, libero, aperto, accessibile a tutti. Vogliamo che questo spazio sia mosso da una concorrenza guidata dalla forza delle idee, e per questo attueremo politiche di tutela dei cittadini e di sviluppo della tecnologia, per un vero welfare della comunicazione. Consideriamo prioritario introdurre norme per liberare l'informazione dal conflitto d'interessi. Per questo definiremo chiare misure di incompatibilità per chi eserciti un'influenza rilevante nella proprietà o nella gestione di imprese editoriali, televisive o comunque coinvolte nell'informazione. Vareremo inoltre una normativa per tutelare la concorrenza nel sistema della comunicazione, eliminando le attuali distorsioni , favorendo e regolando l'evoluzione tecnologica. Ciò mediante la previsione di limiti alla concentrazione delle risorse economiche nei singoli mercati di cui si compone il sistema della comunicazione, e di limiti riferiti al sistema nel suo complesso, basati anche sul criterio della capacità trasmissiva utilizzata dai produttori di contenuti. Introdurremo strumenti normativi specifici, legati alle proprietà e alle posizioni di controllo dei media, che impediscano l'estensione delle posizioni dominanti in mercati contigui. Ferma restando la possibilità di articolare in maniera multimediale la produzione editoriale, dovremo escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e del comparto radiotelevisivo possano controllare quotidiani. In linea con gli indirizzi comunitari introdurremo il principio di separazione fra i gestori delle infrastrutture di rete e i produttori di contenuti. Introdurremo nuovi strumenti – sotto la responsabilità dell'Authority – per rilevare in modo affidabile gli ascolti multipiattaforma. Tale misurazione garantirà l'indipendenza degli operatori, la trasparenza dei procedimenti e la pubblicità delle regole. Imporremo standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione, in modo da evitare che le tecnologie consentano la formazione di posizioni dominanti. Dovremo regolare l'utilizzo delle frequenze – che sono un bene pubblico – in armonia con le indicazioni europee. Adotteremo politiche per sviluppare in modo libero la stampa quotidiana e periodica, l'emittenza radiotelevisiva locale, l'editoria multimediale. Per garantire e valorizzare il ruolo dell'emittenza locale per il pluralismo e l'economia, oltre ad operare sulle attuali distorsioni del mercato pubblicitario e della con- correnza, reintrodurremo la riserva di risorse frequenziali destinate alla comunicazione e informazione locale e comunitaria, incentivando le emittenti locali a consorziarsi. L'emittenza locale ha bisogno della piena e coerente applicazione delle misure di sostegno già previste dalla legge 422 del 93 e del ripristino del tetto alla raccolta pubblictaria previsto dalla Legge Maccanico, ma possono anche essere studiati idonei tetti di spesa per le campagne pubblicitarie delle PMI sulle reti nazionali e per le telepromozioni. Garantendo la libertà e l'autonomia giornalistica, sosterremo gli strumenti di comunicazione delle comunità, del volontariato, dell'associazionismo e del territorio, un una logica di libertà e pluralismo, così come sosterremo il ruolo degli editori puri sia a carattere locale che nazionale, adottando politiche che favoriscano lo sviluppo solido dell'emittenza locale e dell'editoria.

I nuovi media e l'innovazione (da pagina 263 a pagina 264)
(.......)

L'assetto della Rai e del servizio pubblico (da pagina 264 a pagina 265)

In quest'ottica dobbiamo dare una nuova dimensione anche al servizio pubblico radiotelevisivo, allargandolo ai nuovi media, valorizzando le nuove competenze e puntando a guadagnare ascolti e consensi grazie alla qualità del servizio anziché inseguendo al ribasso format di livello molto discutibile. Serve un'azienda forte, qualificata nella sua struttura industriale ed editoriale in modo da renderla pronta ai nuovi scenari. In una società democratica, moderna e complessa, un servizio pubblico radiotelevisivo corrisponde ad un interesse di ordine generale per il soddisfacimento delle esigenze democratiche, sociali e culturali e quale garanzia di pluralismo, incluse le diversità culturali e linguistiche, in linea con le indicazioni dell'Unione Europea. Nei principali paesi europei il servizio pubblico è affidato a società pubbliche. Nel nostro paese è quindi alla Rai che spetta il compito, di assicurare per l'oggi e per il domani, il servizio pubblico radiotelevisivo, tenendo conto del contributo al pluralismo culturale e politico e dell'arricchimento del dibattito e delle possibilità di scelta che le emittenti commerciali nazionali e locali offrono all'utente. La Rai dovrà conservare ma anche rafforzare e migliorare la sua attività di servizio pubblico, nei contenuti editoriali e culturali, nell'informazione e nella qualità della programmazione. È perciò importante che essa si rinnovi e si ristrutturi, come holding pubblica, in modo tale da attuare al meglio il duplice compito, che già oggi svolge, di servizio pubblico e di televisione commerciale. Al proprio ruolo di servizio pubblico e alle istanze diffuse per una migliore qualità dei contenuti che vengono dai cittadini, la Rai potrà meglio far fronte attraverso un assetto aziendale che ne garantisca l'indipendenza e che sia più funzionale alla attuale duplice natura della propria attività, rendendo meno condizionabile il servizio pubblico dalla raccolta pubblicitaria e contrastandone così l'appiattimento su modelli di tv commerciale non qualitativi. Per realizzare questo obiettivo attueremo inoltre una politica volta a cancellare le distorsioni del mercato pubblicitario, che oggi è concentrato e squilibrato come nessun altro mercato in Europa, garantendone l'apertura attraverso rigorosi meccanismi di controllo e incisivi strumenti antitrust, per evitare, al contempo, che una quota sproporzionata degli investimenti pubblicitari continui ad essere sottratta allo sviluppo della stampa quotidiana e periodica. Il servizio pubblico è affidato al pubblico. Esso dovrà ridefinire la sua missione e sarà ispirato ad autonomia produttiva, culturale e professionale. Efficaci misure saranno introdotte per tutelare l'autonomia dei giornalisti e degli altri operatori della comunicazione, affinché la missione di servizio pubblico della Rai sia caratterizzata da libertà di pensiero, pluralità di voci e temi, autorevolezza, responsabilità e affidabilità. Il Parlamento garantirà il rispetto della missione di servizio pubblico e dell'autonomia e nuovi criteri di nomina dei vertici assicureranno l'autonomia manageriale. Solo così la Rai potrà così diventare un grande gruppo multimediale la cui unitarietà dovrà essere preservata come condizione di forza industriale, editoriale e produttiva. Altro punto di forza indispensabile per il Paese è il sistema postale. Poste Italiane è un asset strategico. È infatti: - la sesta azienda per fatturato; - la prima azienda per occupazione; - la sola struttura nazionale in contatto con tutte le famiglie italiane; - l'unica struttura integrata di raccolta, classificazione e distribuzione di servizi attraverso un ciclo completo di fatturazione, incasso e servizi finanziari a pubblico e privato; - una delle più importanti reti informatiche italiane. Riteniamo quindi necessario mantenerne l'unitarietà aziendale, e sviluppare linee di indirizzo che sfruttino le potenzialità del settore, anche nel quadro di una "nuova politica pubblica".
Siete arrivati sino qui?
Complimenti.
Lo avete votato?
Un po' di complimenti in meno.

Froci, bastardi e pure impotenti

Basta che un testa di cazzo (non ho problemi a scriverlo) mandi l'ennesimo delirante messaggio tramite Al Jazeera e qualche bastardo, frocio e impotente decide che il modo migliore per combattere il sionismo e l'imperialismo sia piazzare tre bombe a orologeria o telecomandate in obiettivi ad alto rischio, come alberghi e ristoranti in una località turistica.
Occorre un bel coraggio.
Occorre essere eroi, per attaccare simili baluardi, ben difesi, che solo un prode islamico può avere la forza di assaltare per dimostrare tutto il proprio ardore.
Siete solo dei bastardi, perché qualsiasi genitore rinnegherebbe subito un figlio che si renda protagonista di un simile gesto.
Siete solo degli impotenti, perché non avete il coraggio di mostrarvi apertamente, di attaccare in campo aperto, di attaccare veri obiettivi.
Siete solo dei froci, perché nessun essere umano di sesso femminile si abbasserebbe mai ad accoppiarsi con simili sottorappresentanti della razza umana.
Almeno non potevate fare un attacco kamikaze? Ci liberavamo di colpo di tre froci, bastardi, impotenti.
Pardon. Dimenticavo che ai "martiri" dell'Islam spettano 27 vergini.
Ma a voi non interessano, vero? Il Corano non prevede premi di questo tipo per martiri omosessuali...

lunedì, aprile 24, 2006

Fausto Bertinotti, il Giano bifronte dei miracoli

Bertinotti, prima ancora di essere eletto (se lo sarà) presidente della Camera, è riuscito a realizzare un miracolo: mettere d’accordo centrodestra e centrosinistra. In un momento politico esacerbato come poche altre volte nella storia recente del nostro Paese, il compagno Fausto ha ottenuto un risultato eccezionale: si è fatto smentire da tutti, compreso l’ultrasinistrorso europarlamentare Rizzo, affermando, nel corso di un’intervista concessa a Lucia Annunziata, che vedrebbe bene un “dimagrimento” per Mediaset, sia per quanto riguarda le reti, sia per quanto riguarda la pubblicità.

E tutti si sono dissociati, dai Comunisti Italiani sino ad An, passando per l’Udeur. Il potere non ancora acquisito ha già fatto dimenticare al compagno Fausto che un simile progetto equivale, senza mezzi termini, alla parola “licenziamenti”. Proprio da lui, da un comunista. Un ottimo inizio, non c’è che dire.

Del resto, il compagno Fausto da tempo ha dimostrato di essere come Giano, il dio romano con due facce, una contrapposta all’altra. Da un lato, pronto a difendere, corazzato di cachemire, i “compagni lavovatovi dai sopvusi dei padvoni”, dall’altro, rapido a rifarsi il guardaroba all’indomani della presunta vittoria dell’Unione.

E non certo all’Oviesse, o da Upim, o Coin: raffinati gessatini acquistati a Milano, all’atelier Mariano Rubinacci, nome molto noto nella moda non solo italiana, dal momento che il negozio-sartoria di Mount Street, a Londra, è ben frequentato e soprattutto ben lodato dai giornali d’Oltremanica.

Che dire? Di nuovo complimenti, “compagno” Fausto.

venerdì, aprile 21, 2006

E vai, Silvio!

Dichiarazioni rilasciate poco fa a Trieste da Silvio Berlusconi:

"Ogni mattina quando prenderemo
la parola in Parlamento ricorderemo a questa maggioranza, che
non è una vera maggioranza nel paese, che pende su di loro
l'ombra di elezioni che noi non consideriamo regolari". Lo ha
detto il premier Silvio Berlusconi in un comizio a Trieste
sottolineando che nel voto di aprile "ci sono tante cose che
non tornano.

Si cominciano a scavare le trincee. Il mortadellone, sempre ammesso che riesca a formare un governo e a ottenere la fiducia, incontrerà difficoltà come nessun presidente del consiglio ha mai trovato nella storia recente.
L'Unione è alla frutta prima ancora di sedersi a tavola.

Neanche Eolo ora va bene...

Un referendum sull'onda delle paure conseguenti l'incidente a Chernobyl fece in modo che l'Italia stoppasse l'intero progetto relativo alle centrali nucleari. Dipendiamo dal carbone, dipendiamo dal gas russo o libico, e dobbiamo pure sorbirci le ramanzine di Pecoraro Scanio e i suoi costanti richiami alle risorse rinnovabili e/o pulite.
Ma non appena si prova a mettere in pratica un progetto di energia alternativa, sono proprio gli ambientalisti a intromettersi...

Ansa: Un ricorso al Tar della Toscana
contro l'autorizzazione alla costruzione di una centrale eolica
industriale da realizzare nel comune di Scansano (Grosseto)
sarà presentato da Italia Nostra.
Si tratta, secondo quanto spiega l'associazione ambientalista
in un comunicato di "dieci torri eoliche dell'altezza
complessiva di 110 metri (3 metri di più della cupola del Duomo
di Firenze, poco meno del grattacielo Pirelli a Milano) situate
sul crinale più alto di una valle intatta della più bella e
riposta Maremma. Il grande apparato industriale diventerebbe non
solo il protagonista assoluto di un paesaggio raro e di
particolare pregio, ma andrebbe ad interferire direttamente con
il Castello dell'XI secolo di Montepò".

E di Kiev che va a interferire con le forniture di gas russo, chi se ne occupa?

Cossiga maledetto... ;)

... prima dice che non vota la fiduca a Prodi, poi cambia idea e dice che vota la fiducia a Prodi, ma come si fa a non ammirarlo quando esce con queste dichiarazioni:

GOVERNO:COSSIGA,RUTELLI A VIMINALE?SI',PER ACCORDO CON OSAMA
E' PIU'BELLO DI SCELBA,DI ME,DI PISANU; E QUANDO ERA RADICALE...
ROMA
(ANSA) - ROMA, 21 APR - "Francesco Rutelli ministro
dell'Interno? Perché no? Anzitutto è molto, molto più bello
di Romita, di Scelba, di Taviani, di Rumor e di Bianco, per non
parlare di me e di Peppe Pisanu, che esteticamente siamo proprio
uno schifo...". E' quanto si legge in una dichiarazione di
Francesco Cossiga.
"E poi - aggiunge l'ex capo dello Stato - mi sembra che al
Viminale possa servire l'esperienza della guida di un bravo
ragazzo che non molti anni fa, quando era 'radicale
pannelliano', era per il disarmo delle forze di polizia e per le
trattative con le Br e contro la 'linea della fermezza' del Pci
e della Dc: in fondo, potrebbe servire anche, sulla 'linea della
trattativa con il terrorismo', a trovare un accordo con Osama
Bin Laden e con Al-Qaeda... E poi, come dice Romano Prodi -
conclude - è proprio un 'bel guaglione'! Ed anche questo dopo
tutto, serve". (ANSA).

E si comincia

Pochi minuti fa Clemente Mastella ha annunciato che l'Udeur si "chiama fuori" dal futuro governo. "Non faremo sconti", ha affermato.
Si comincia.

Corrieropoli

Corsivo tratto dalla prima pagina de "La Padania":

Luchino, Luchino son proprio felice. Finalmente hanno preso quel bruto - l'odontotecnico di Zagarolo - che voleva attentare alle tue virtù. E poi i giudici hanno detto che abbiamo vinto le elezioni. E' tutto fatto, abbiamo il governo e il giornale non ce lo porta più via nessuno. Adesso dobbiamo soltanto capire dove cazzo mettere tutte quelle copie che ci avanzano. Hai posto in garage?
Tuo con femminilità.
Paolino

giovedì, aprile 20, 2006

Corte di Cassazione

Ieri, pochi minuti dopo l'ufficializzazione del comunicato della Corte di Cassazione che ha assegnato i voti relativi al Senato, ho inserito un post decisamente critico nei confronti dei giudici della Corte stessa.

Temevo di avere forse esagerato un po', richiamandomi a due altre sentenze della stessa Corte fatte oggetto di aspre polemiche: una, in particolare, è quella famosa che riguarda un caso si stupro che, secondo la Corte, non poteva avere avuto luogo poiché la vittima indossava un paio di jeans e questo tipo di abbigliamento rende impossibile uno stupro.

Beh, mi ero sbagliato. Non avevo affatto esagerato. Oggi sul Foglio ho trovato questo commento, ascritto al radicale Mauro Mellini, per un anno membro del Csm: "E' una storia che è iniziata con la famosa sentenza dei jeans su un caso di stupro, che provocò l'insurrezione delle deputate di destra e di sinistra a partire dalla Mussolini, ma che in effetti era perfettamente ragionevole. Se l'accusa sostiene che si sono sfilati un paio di jeans per commettere il reato, è ovvio che poi il processo possa vertere sulla possibilità tecnica dell'atto".

Il primo paragrafo dello stesso articolo è esemplare per far capire come funzionano, purtroppo, le "cose" nel nostro Paese: "La Corte di cassazione decide che la vittoria elettorale è andata all'Unione. La Corte di cassazione respinge le richieste dei difensori di Cesare Previti, al processo Imi-Sir, di rinviare l'udienza in attesa del giudizio della Consulta sull'applicazione dell'ex Cirielli. La Corte di cassazione dice che il direttore generale della Rai non può licenziare i giornalisti. La Corte di cassazione sentenzia che la religione musulmana impone il velo alle credenti. La Corte di cassazione stabilisce che il cellulare privato suonante nel bel mezzo di una delicata situazione lavorativa perché dimenticato acceso non è un fatto che di per sé connoti negativamente la personalità morale del proprietario del telefonino, a condizione che il fatto non si ripeta troppo spesso. La Corte di cassazione stabilisce che l'assenza della moglie da casa per incontrare l'amante non è motivo di addebito in caso di separazione, se esisteva già una situazione di "intollerabilità della convivenza". La Corte di cassazione concede uno sconto di pena allo spacciatore, anche di quantitativi elevati di droga, che, colto da ravvedimento, si pente della "strada sbagliata" intrapresa. La Corte di cassazione stabilisce che, sebbene alcune parole siano ormai considerate abituali nel linguaggio comune, il termine "stronzo" resta una vera ingiuria e rivolgerla a un'altra persona integra fattispecie di reato. Il presidente della Corte di cassazione dichiara che la riforma dell'ordinamento giudiziario va contro l'efficienza della magistratura... Siamo all'improvviso diventati una Repubblica fondata sulla Cassazione, invece che sul lavoro?"

Il lucido Pannella

Ogni tanto il battagliero Marco "realizza" la cruda realtà e torna in sè. Dichiarazioni rilasciate oggi in occasione della seconda giornata della Direzione nazionale della Rosa nel pugno:

Il problema, per il leader storico dei Radicali, è "il
degrado dei parametri minimi di legalità", al quale hanno
contribuito anche componenti dell' Unione, in particolare DS e
DL che vengono citati più volte nel corso dell' intervento.
Rivolto proprio alla 'Quercia', Pannella dice: "non ho sentito
ancora dire ai DS 'abbiamo sbagliato qualcosa' nonostante in un
quadrimestre ci siamo bevuti 12 punti". Per Pannella quindi si
tratta di "una gestione di incapaci che avrebbe permesso a
quello più capace (Berlusconi, ndr) di vincere ancora" e
infatti "noi siamo accorsi dai buoni a nulla per salvarli".
"Devo trovare il modo - conclude quindi Pannella - di
dimostrare che sto facendo qualcosa contro questa china
disastrosa alla quale abbiamo deciso di dare l' anima", anche
se è "chiaro che la sinistra si muove come un' oligarchia"

Se Romano voleva mandare Silvio a casa...

... ha fallito su tutta la linea. Da Tg Com:

Berlusconi: "Daremo battaglia"

Elezioni, "Avanti con i ricorsi"

Silvio Berlusconi è pronto a dare battaglia. "Le elezioni sono state una truffa, io non demordo, voglio l'accertamento della verità e mi appellerò a tutte le sedi. Certo che questi giudici non hanno perso tempo... ". Berlusconi ha visto Calderoli e Maroni a Palazzo Grazioli: "Stiamo percorrendo con lui due strade, dice Calderoli, una porterà all'accertamento della verità, l'altra alla preparazione di una vera e propria strategia da opposizione".

Anche se il ricorso al Tar del Lazio - dice Nicolo' Ghedini - "è solo un'ipotesi", il premier ha cominciato a giocare anche un'altra partita: quella della tenuta del centrodestra, anche perché - avrebbe osservato - "questo governo durerà solo poco tempo, li aspetteremo al Senato, e lì non potranno assentarsi neanche per un secondo".

Durante l'incontro con i leghisti il premier avrebbe osservato che a Palazzo Madama bisognerà serrare i ranghi, quelli del centrosinistra avranno bisogno dei medicinali in aula. Non potranno allontanarsi neanche per andare in bagno. Da qui il ragionamento, per esempio, di Carlo Vizzini secondo cui "se vorrano combattere con noi la battaglia sulle presenza nessun senatore del centrosinistra potra' andare al governo".

Durante l'incontro tra Berlusconi, Calderoli e Maroni si sarebbe ragionato anche su un "nome nuovo" da candidare in una grande citta'. Durante il colloquio - spiega Calderoli - non si e' parlato del referendum sulle riforme costituzionali, anche se la Lega non nasconde di aver chiesto un impegno preciso a tutta la Casa delle Liberta' su questo tema (oggi D'Onofrio avrebbe consultato Casini al riguardo).

Dunque Silvio Berlusconi resta determinato e non arretra di un centimetro neanche dopo la sentenza della Cassazione: non riconoscero' - avrebbe promesso ai suoi - la vittoria di Prodi, io certamente non sono stato sconfitto. "Hanno avuto - osserva un alto dirigente di Forza Italia - un atteggiamento tracotante, quasi che i Ds vogliano mandare allo sbaraglio Prodi...". Dai ragionamenti degli esponenti azzurri si evince, dunque, che la 'querelle' sul voto del 9 aprile durera' ancora e quindi Berlusconi al momento non ha nessuna intenzione di contattare il leader dell'Unione.


Inizia ufficialmente il conto alla rovescia: in novembre ci ritroveremo ancora alle urne.

Vorrei fare l'handicapper

Non mi fraintendete.
Parlando in termini ippici, Romano Prodi mi dà l'idea di un cavallo bolso che si presenta alla partenza di una corsa di gruppo 1 con un handicap di 7 chili.

mercoledì, aprile 19, 2006

Annuncio di Tremaglia: un senatore eletto all'estero è passato al Centrodestra

L'on. Mirko Tremaglia, ministro per gli Italiani all'estero, ha annunciato che uno dei senatori eletti all'estero e inizialmente accreditati per il centrosinistra, avrebbe affermato la sua intenzione di schierarsi con il centrodestra.
Se la notizia fosse confermata, al Senato si presenterebbe una perfetta parità, con un ugual numero di senatori per il centrodestra e il centrosinistra, oltre a un senatore indipendente.
La presunta maggioranza esigua non sarebbe più neppure tale.
Romano Prodi, anche ammesso che riceva l'incarico di formare il nuovo governo, ha i giorni contati prima ancora di presentari alle Camere a chiedere la fiducia.

Adesso è tutto chiaro

Uno stralcio della delibera della Cassazione che respinge il ricorso di Calderoli:
«Ogni procedimento, e quindi anche il procedimento elettorale, deve intendersi assoggettato al principio di economia, per il quale ciascun atto è logicamente preordinato all'atto o alla serie di atti successivi, con la conseguenza che non è concepibile l'adozione di atti inutili rispetto alla fase successiva». Pertanto, «è da escludere che il provvedimento contenente l'elenco dei collegamenti ammessi possa essere considerato inutile, come sarebbe nel caso in cui, ammessa prima delle elezioni la presentazione di una lista in una sola circoscrizione e il relativo collegamento in una coalizione, il voto espresso dagli elettori per quella lista e per quella coalizione venisse messo nel nulla in sede di somma delle cifre elettorali».

Quando ho iniziato il lavoro di giornalista mi è stato detto: "Scrivi per farti capire dall'ortolano del mercato, senza fare arrossire il professore d'Università".
Ai giudici, forse, non viene fatto lo stesso discorso.

Complimenti, supremi giudici

La vostra sentenza, che respinge il ricorso presentato dall'on. Calderoli, completa una terna pressoché perfetta: ha lo stesso livello di attendibilità di altre due delibere uscite dalle vostre aule, quella che stabilisce che una donna che indossa un paio di jeans non può essere materialmente oggetto di violenza sessuale, e quella che stabilisce che in caso di violenza su minorenne, se la vittima aveva già avuto rapporti sessuali, può essere accordato uno sconto di pena al colpevole.
Se confrontati con i giudici della Suprema Corte degli Stati Uniti d'America e le loro decisioni sul computo delle schede al tempo del confronto Bush - Al Gore, viene in mente una citazione evangelica: non siete neppure degni, abbassandovi, di sciogliere la correggia dei loro calzari.

Prime ammissioni della cruda realtà?

«È necessario un incontro formale, ufficiale, serio, di tutta l'Unione nei primissimi giorni della prossima settimana per sapere se l'Unione esiste ancora, se vogliamo tutti rianimarla, o se dobbiamo considerarla ormai un cadavere frapposto tra due opzioni: l'alternanza per l'alternativa che proponiamo noi e la gestione introversa delle oligarchie antidemocratiche che praticano altri».
Marco Pannella, intervenuto ieri mattina in diretta a Radio radicale.

Su Italia 1 riprende Colorado Café

... e iniziano i provini per i nuovi comici. Così Bruno Ferrante commenta l'annuncio di Silvio Berlusconi quale capolista di Forza Italia alle elezioni comunali di Milano:

ANSA - COMUNALI: MILANO; FERRANTE, FALSA CANDIDATURA DI BERLUSCONI
(ANSA) - MILANO, 19 APR - "E' una falsa candidatura per
mascherare le difficoltà e la debolezza del suo partito".

A Milano il Centrodestra ha a dir poco dominato nei seggi elettorali. Ferrante conferma il suo modo di vedere la realtà già evidenziato quando era prefetto del capoluogo lombardo: ovvero completamente estraneo e distaccato dalla realtà dei fatti.

L'istanza di Calderoli

Dal sito leganord.org:

Il Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli ha presentato, con un documento di quattro pagine, un’istanza all'Ufficio centrale nazionale elettorale presso il Ministero dell'Interno per sostenere che “i voti ricevuti dalla lista ‘Lega per l'Autonomia Alleanza Lombarda Lega Pensionati’ non possono agevolmente essere computati nella cifra elettorale nazionale della coalizione, dal momento che la sua cifra elettorale è rinvenibile solo in una circoscrizione (anziché nelle 'singole circoscrizioni') e,quindi, tale lista ha una cifra elettorale circoscrizionale (anziché 'cifre elettorali circoscrizionali')''.
Secondo l’ex Ministro delle Riforme: “Risulta difficile sostenere che 'la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista', anche contro la lettera stessa della norma, possa essere costituita dalla cifra elettorale circoscrizionale dell'unica circoscrizione in cui la lista collegata si è presentata: manca evidentemente quel minimo di pluralità di circoscrizioni, in cui la lista si è presentata, che possa giustificare un pur debole concetto di 'nazionale' riferito alla cifra elettorale della lista stessa. Sarebbe pertanto evidentemente una conclusione assurda riferire l' aggettivo qualificativo nazionale ad una cifra elettorale conseguita in un’unica circoscrizione.”

Ha perfettamente ragione Ignazio La Russa: l'osservazione di Calderoli è tutt'altro che peregrina.

Analisi a posteriori


Il quotidiano inglese The Sun pubblica oggi un curioso articolo di approfondimento dedicato al cancelliere tedesco Angela Merkel, durante la sua vacanza a Ischia.
L'articolo è corredato da una foto che, come dire, costituisce un'analisi "a posteriori" del cancelliere...

martedì, aprile 18, 2006

Calderoli dà fastidio?

Ricordate il Gup di Milano, Clementina Forleo? Qualche mese fa emise una sentenza di proscioglimento in favore di alcuni terroristi islamici, identificati grazie a mesi di indagini, pedinamenti e intercettazioni da parte dei Carabinieri.
Li prosciolse perché, a suo giudizio, chi recluta kamikaze per l'Iraq deve essere considerato un "resistente" e non un terrorista.
Tra le decine di reazioni che piovvero sulla simpatica figura di magistrato, arrivarono anche quelle dell'allora ministro Roberto Calderoli.
Il magistrato, come sempre obiettivo, querelò per diffamazione il ministro Calderoli.
Nel corso delle indagini, il pm chiese l'archiviazione dell'inchiesta. Oggi, mentre arriva l'archiviazione per l'on. Selva (An, anche lui critico nei confronti della Forleo all'epoca dei fatti) per "insindacabilità dei giudizi emessi da un parlamentare", il Gup di Roma Barbara Callari ha disposto la imputazione coatta per Roberto Calderoli. Questo porterà ora alla richiesta di rinvio a giudizio per l'esponente leghista.
Una bella coincidenza, oltre a una diversità di giudizio da parte del Gup.

Walter il Benefattore

Walter Weltroni, sindaco di Roma, ha annunciato l'intenzione di ridurre l'Ici del comune romano, nel 2007, dal 4,9 al 4,7%.
Grazie, sior sindaco, lei sì che è un benefattore, quello 0,2% avrà un effetto determinante sulle tasche dei suoi amministrati.

Alone in the Dark

Daranno loro le attenuanti?

Ok, non si tratta certo di brave, ma oggi a Roma sono state rinviate a giudizio 25 persone, tra le quali nove poliziotti, indagate nell'ambito di una maxi-inchiesta con la quale la procura ritiene di avere sgominato un 'gruppo' che, con la complicità di esponenti della criminalità, tra il 2000 e l'aprile dello scorso anno, fecero rapine mediante perquisizioni illegali, falsi in atti pubblici, estorsioni, violazione delle leggi sugli stupefacenti e armi, ricettazione e riciclaggio.
Si tratta senza dubbio di reati gravi, ma considerando che le "vittime" erano tutti malavitosi, spacciatori & C., gli indagati avranno almeno il diritto alle attenuanti generiche?

Salve

Un primo, brevissimo intervento.
Il mio precedente blog è stato fatto oggetto di insulti, minacce e compagnia bella, a causa del mio schierarmi politicamente verso il centro destra.
Ho deciso, mio malgrado, di cancellarlo, e di presentarmi qui, sperando che il discorso, che non verte unicamente su aspetti policiti, ovviamente, possa continuare con miglior fortuna e maggior rispetto delle opinioni altrui.