Man of Highland

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lunedì, luglio 24, 2006

Il (dis)onore della toga

Bologna, sabato 23 luglio. Fa caldo, come in tutta Italia. Ma fa veramente molto caldo nel tribunale del capoluogo, dove il giudice per le indagini preliminari Lavina Gobbi emette una sentenza che, molto semplicemente, fa vergognare di essere italiani.

Il "giudice" ha infatti respinto la richiesta di custodia in carcere per 18 sospetti terroristi islamici. Ma non perché siano innocenti, o non vi siano prove a loro carico. Semplicemente, perché secondo questo "giudice" non sono terroristi.

Questa Gobbi scrive infatti che "restano esclusi dalla definizione di terrorismo gli atti contro militari impegnati in un conflitto armato", e questo comprende anche le forze di coalizione internazionali, anche quando sono impegnate sotto mandato dell'Onu. Quindi, reclutare kamikaze, piazzare bombe contro le nostre truppe in Iraq o Afghanistan, non è terrorismo, ma semplice resistenza. Resistenza a cosa? Al pensiero moderno? Al rispetto dei popoli, compresi quelli europei e occidentali?

Mettere una bomba per attaccare un convoglio di truppe incaricate di stanare le sacche talebane non è terrorismo? Ma dove vive, Gobbi?

Ah, già. Vive a Bologna. La chiamano "dotta", ma "dotta rossa". Questa persona indegna della toga arriva ad ammettere esplicitamente il reclutamento e il ricorso ai kamikaze. Ma è un insulto, evidentemente, usare questo termine e allora la Gobbi parla chiaramente di "martirio islamico", letittimandolo pienamente. Gobbi, ieri in Iraq questi "martiri islamici" hanno fatto fuori più di 60 civili innocenti, gente che andava al mercato, al lavoro, a scuola. Ora non ci sono più perché qualche fanatico, più o meno plagiato, più o meno capace di intendere e volere, ha creduto di farsi le sue 27 vergini nell'aldilà e ha stroncato le loro vite facendosi saltare in aria. Perché ormai, Gobbi, se non se ne è accorta, i kamikaze sono diventati talmente vigliacchi e codardi che non attaccano più le forze militari, ormai pronte a respingerli, ma principalmente i civili. Inermi.

Questa donna togata pone sullo stesso piano i nostri militari, le truppe in missione sotto mandato dell'Onu, e i terroristi schierati per Al Quaeda, i talebani che hanno ridotto l'Afghanistan a un inferno per non credenti, o donne e bambini.

Questo soggetto indegno di sedere in un tribunale scrive, tra le tante cose, "Nè pare condizione sufficiente a caratterizzare come terroristica la partecipazione a un conflitto bellico da parte di persone non appartenenti ai Paesi in conflitto, dovendo ricondursi alla nozione di forze armate sia l'esercito regolare di uno Stato sia ogni organizzazione armata che partecipi al conflitto".

Dovendosi cosa? Dovendosi attivare il cervello prima di recarsi al lavoro, cosa aspetta a restare a casa, Gobbi?

La perla finale: "Non può in alcun modo ritenersi certo che il martirio sia la conseguenza di un'attività terroristica, e non invece di un'attività militare o paramilitare".

In casi simili, il ministro della Giustizia Castelli - uno dei migliori che l'Italia abbia mai avuto - prima criticava aspramente la sentenza e lo stesso giudice, poi inviava immediatamente ispettori.

Risulta che sia giunto qualche accenno di vitalità da parte dell'attuale ministro Clemente Mastella? Oppure è troppo impegnato a litigare con Di Pietro?

Mi fa sempre più schifo essere italiano, o almeno essere considerato un concittadino di una persona la cui mente riesce a partorire una simile indegna, vergognosa sentenza.

Silvio Berlusconi una volta ha espresso una sua opinione in merito ai giudici. Dio, quanto aveva ragione.

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