Fifa, che occasione persa...
E' di pochi minuti fa la notizia circa l'apertura di un'inchiesta su Marco Materazzi da parte della Fifa. In breve, è stata sufficiente l'intervista rilasciata ieri sera da Zinedine Zidane su Canal Plus per far sì che Blatter procedesse immediatamente contro il difensore azzurro.
Siamo al ridicolo. Zidane ha semplicemente sbagliato, ha reagito nel peggiore dei modi a una provocazione e tutti coloro che giocano a calcio - compreso chi scrive, anche se ormai per motivi di età mi limito al calcio a cinque - sanno che le provocazioni iniziano sin da quando si gioca nei "pulcini", a 8-10 anni. I migliori stanno zitti e rispondono alle provocazioni con i gol, gli altri reagiscono e si beccano i cartellini.
Questa inchiesta della Fifa è assurda, due anni fa Poulsen, che provocò Totti sino a spingerlo al famoso sputo, non subì nulla del genere: ora si cerca di creare ad arte una polemica per stemperare la sconfitta di una nazionale destinata a vincere la Coppa ma che non ha saputo conquistarla sul campo.
Quel rigore regalato, quel gol a Toni annullato, l'arbitro che prima non vede la testata di Zidane ma che poi non può ignorare la segnalazione del quarto uomo, Blatter che non consegna la coppa all'Italia.
Platini è il pupillo di Blatter, il predestinato a prendere il suo ruolo. La Francia poteva creare la favola, la nazionale che vince nel 1998 battendo il Brasile con Zidane che risorge all'ultima partita, la Francia che crolla nel 2002, eliminata senza una sola rete messa a segno, la Francia che novella fenice rinasce dalla proprie ceneri, supera il grigiore delle prime partite in terra tedesca e conquista il mondiale ancora una volta a spese dell'Italia.
Materazzi rompe il sogno: prima pareggia, poi provoca l'espulsione di Zidane, uomo simbolo già vincitore immeritato di un pallone d'oro che doveva andare a furor di popolo a Cannavaro.
E ora arriva la vendetta Fifa: bastano quattro parole dell'algerino-francese, "ha insultato le donne della mia famiglia, ma non dico con quali parole", e via all'inchiesta. Materazzi dichiara che non è vero? Non serve a nulla, la Fifa procede, speriamo solo con per questioni di facciata, perché anche una sola giornata di squalifica all'azzurro, semplicemente per essere stato definito un "provocatore" dal vero colpevole, sarebbe semplicemente una vergogna, l'ennesima nella già lunga lista di azioni deprecabili inanellate da Blatter.
Per Zidane, dispiace veramente vedere quello che è stato uno dei migliori calciatori della storia, finire la sua carriera in questo triste modo.
Per la madre di Zidane, temo che "lauto pasto" sia da rimandare sine die. E in ogni caso, visto che a quanto pare i cosiddetti insulti non erano né di tipo razzista, né ispirati alla religione, né indirizzati alla stessa signora, sarebbe lecito aspettarsi delle scuse, dopo aver preteso i testicoli di Materazzi su un piatto.
Ma considerando il comportamento del figlio ("Mi scuso con i bambini, ma non mi pento del mio gesto, mi ha provocato e lo rifarei...) non c'è da aspettarsi comportamento differente dalla madre.
Siamo al ridicolo. Zidane ha semplicemente sbagliato, ha reagito nel peggiore dei modi a una provocazione e tutti coloro che giocano a calcio - compreso chi scrive, anche se ormai per motivi di età mi limito al calcio a cinque - sanno che le provocazioni iniziano sin da quando si gioca nei "pulcini", a 8-10 anni. I migliori stanno zitti e rispondono alle provocazioni con i gol, gli altri reagiscono e si beccano i cartellini.
Questa inchiesta della Fifa è assurda, due anni fa Poulsen, che provocò Totti sino a spingerlo al famoso sputo, non subì nulla del genere: ora si cerca di creare ad arte una polemica per stemperare la sconfitta di una nazionale destinata a vincere la Coppa ma che non ha saputo conquistarla sul campo.
Quel rigore regalato, quel gol a Toni annullato, l'arbitro che prima non vede la testata di Zidane ma che poi non può ignorare la segnalazione del quarto uomo, Blatter che non consegna la coppa all'Italia.
Platini è il pupillo di Blatter, il predestinato a prendere il suo ruolo. La Francia poteva creare la favola, la nazionale che vince nel 1998 battendo il Brasile con Zidane che risorge all'ultima partita, la Francia che crolla nel 2002, eliminata senza una sola rete messa a segno, la Francia che novella fenice rinasce dalla proprie ceneri, supera il grigiore delle prime partite in terra tedesca e conquista il mondiale ancora una volta a spese dell'Italia.
Materazzi rompe il sogno: prima pareggia, poi provoca l'espulsione di Zidane, uomo simbolo già vincitore immeritato di un pallone d'oro che doveva andare a furor di popolo a Cannavaro.
E ora arriva la vendetta Fifa: bastano quattro parole dell'algerino-francese, "ha insultato le donne della mia famiglia, ma non dico con quali parole", e via all'inchiesta. Materazzi dichiara che non è vero? Non serve a nulla, la Fifa procede, speriamo solo con per questioni di facciata, perché anche una sola giornata di squalifica all'azzurro, semplicemente per essere stato definito un "provocatore" dal vero colpevole, sarebbe semplicemente una vergogna, l'ennesima nella già lunga lista di azioni deprecabili inanellate da Blatter.
Per Zidane, dispiace veramente vedere quello che è stato uno dei migliori calciatori della storia, finire la sua carriera in questo triste modo.
Per la madre di Zidane, temo che "lauto pasto" sia da rimandare sine die. E in ogni caso, visto che a quanto pare i cosiddetti insulti non erano né di tipo razzista, né ispirati alla religione, né indirizzati alla stessa signora, sarebbe lecito aspettarsi delle scuse, dopo aver preteso i testicoli di Materazzi su un piatto.
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3 Comments:
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Anonimo said…
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Anonimo said…
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