Come ti blindo il no-global
Solo un lieve tentativo di manifestazione da parte dei no-global a San Pietroburgo in occasione del G8, subito disperso dalla polizia russa: per il resto, nessuna traccia dei manifestanti che hanno imperversato - ma anche subìto - a Genova e in Scozia. Che fine hanno fatto? La democraticissima russia ex-comunista non li ha accolti?
Lo ha fatto.
Ma a modo suo. Forse non gradito ai vari Rifondaroli, ma sicuramente efficace. I proseliti di Casarini, Agnoletto, Caruso e compagnia cantando hanno effettivamente tentato di raggiungere San Pietroburgo, ma solo pochi sono arrivati grazie a una rete di blocchi assai poco democratica, secondo il parametro di giudizio di sinistra, e quei pochi giunti a destinazione si sono visti confinare in una tendopoli all'interno dello stadio Kirov, talmente sorvegliato che, con la semplice aggiunta di filo spinato, sarebbe risultato uguale a un lager (o meglio a un gulag...).
I bollenti spiriti anti G8 sono stati presto spenti da pioggia, vento, temperature autunnali, e soprattutto da agenti antisommossa in numero quattro volte superiore ai dimostranti. Un piccolo tentativo di dimostrazione, sabato mattina, da parte di 300 militanti, dispersi a colpi di manganello e con una decina di fermi. Stesso trattamento per un tentativo di blocco stradale (30 fermi da parte degli agenti antisommossa della Omon)
Anche raggiungere lo stadio Kirov è risultato a dir poco un calvario. Tutti schedati, i contestatari hanno avuto vita difficile in qualsiasi momento: perquisizioni continue, fermi arbitrari, convocazioni in commissariato quotidiane per i no global russi, arresti anceh per il semplice far pipì all'aperto hanno sedato ogni spirito ribelle.
La polizia ha assoldato i migliori borseggiatori del Paese (fonte: quotidiano Kommersat) con il compito di far sparire i documenti di identità degli attivisti. E senza documenti, in Russia, non si può neppure acquistare un biglietto ferroviario.
Chi ha preso il treno si è visto costretto a scendere per chiarimenti, con lunghi interrogatori che hanno causato la perdita del convoglio e persino delle coincidenze.
I pochi coraggiosi che sono arrivati alla meta sono stati immediatamente instradati allo stadio Kirov, dove a prezzo di minuziosi controlli si sono conquistati il loro piccolo spazio erboso per la protesta: e lì ci ha pensato il cielo a punirli, prima con un violentissimo nubifragio che ha anche allagato alcune zone della città, poi con un gelido vento e una pioggia costante che hanno spento ogni velleità di resistenza.
Pare che molti si siano dati a un sano turismo, con il pensiero fisso su come uscire dal Kirov e da San Pietroburgo per far ritorno ai rispettivi Paesi.
In ogni caso, nessuna traccia di Casarini, Agnoletto, Caruso. Nessuna delle loro voci si è levata a protestare, eppure il trattamento è stato analogo se non peggiore rispetto a quello riservato loro a Genova. Dove sono finiti? In una borghesissima vacanza?
Lo ha fatto.
Ma a modo suo. Forse non gradito ai vari Rifondaroli, ma sicuramente efficace. I proseliti di Casarini, Agnoletto, Caruso e compagnia cantando hanno effettivamente tentato di raggiungere San Pietroburgo, ma solo pochi sono arrivati grazie a una rete di blocchi assai poco democratica, secondo il parametro di giudizio di sinistra, e quei pochi giunti a destinazione si sono visti confinare in una tendopoli all'interno dello stadio Kirov, talmente sorvegliato che, con la semplice aggiunta di filo spinato, sarebbe risultato uguale a un lager (o meglio a un gulag...).
I bollenti spiriti anti G8 sono stati presto spenti da pioggia, vento, temperature autunnali, e soprattutto da agenti antisommossa in numero quattro volte superiore ai dimostranti. Un piccolo tentativo di dimostrazione, sabato mattina, da parte di 300 militanti, dispersi a colpi di manganello e con una decina di fermi. Stesso trattamento per un tentativo di blocco stradale (30 fermi da parte degli agenti antisommossa della Omon)
Anche raggiungere lo stadio Kirov è risultato a dir poco un calvario. Tutti schedati, i contestatari hanno avuto vita difficile in qualsiasi momento: perquisizioni continue, fermi arbitrari, convocazioni in commissariato quotidiane per i no global russi, arresti anceh per il semplice far pipì all'aperto hanno sedato ogni spirito ribelle.
La polizia ha assoldato i migliori borseggiatori del Paese (fonte: quotidiano Kommersat) con il compito di far sparire i documenti di identità degli attivisti. E senza documenti, in Russia, non si può neppure acquistare un biglietto ferroviario.
Chi ha preso il treno si è visto costretto a scendere per chiarimenti, con lunghi interrogatori che hanno causato la perdita del convoglio e persino delle coincidenze.
I pochi coraggiosi che sono arrivati alla meta sono stati immediatamente instradati allo stadio Kirov, dove a prezzo di minuziosi controlli si sono conquistati il loro piccolo spazio erboso per la protesta: e lì ci ha pensato il cielo a punirli, prima con un violentissimo nubifragio che ha anche allagato alcune zone della città, poi con un gelido vento e una pioggia costante che hanno spento ogni velleità di resistenza.
Pare che molti si siano dati a un sano turismo, con il pensiero fisso su come uscire dal Kirov e da San Pietroburgo per far ritorno ai rispettivi Paesi.
In ogni caso, nessuna traccia di Casarini, Agnoletto, Caruso. Nessuna delle loro voci si è levata a protestare, eppure il trattamento è stato analogo se non peggiore rispetto a quello riservato loro a Genova. Dove sono finiti? In una borghesissima vacanza?



4 Comments:
At 18 luglio, 2006 13:15,
Semplice said…
Forse si stavano preparando a questo evento: oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati Bertinotti incontrerà il nuovo Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Siazzu. Dopo la parata militare del 2 giugno Faustino è sempre meno rivoluzionario e anche loro si adeguano di conseguenza.
At 18 luglio, 2006 13:18,
Alone in the Dark said…
Mi sa che i tre soggetti da me citati, ben consci di ciò che li attendeva nel loro paradiso dei lavoratori, si siano ben guardati da far rotta verso San Pietroburgo.
At 22 luglio, 2006 19:12,
Antonio P. said…
che senso ha ancora il g8?
si è appena concluso il summit del governo mondiale ma ci ha lasciato ancora troppe domande senza risposta.
per chi volesse leggere il mio articolo:
http://verosudamerica.blogspot.com/
Ą ń Ť ŏ ñ į ő
At 03 marzo, 2007 03:23,
Anonimo said…
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