Bonus bebé, grazie a Prodi i disonesti sono premiati - E' l'Unità racconta menzogne
Il consiglio dei cosiddetti ministri questa mattina ha approvato lo stop alla restituzione dei bonus bebé erogati dal precedente governo e illegittimamente incassati da migliaia di non aventi diritto.
L’erogazione del bonus bebé era chiaramente limitata ai cittadini italiani e comunitari con redditi familiari inferiori ai 50mila euro l’anno: nonostante questo, sono stati incassati migliaia di bonus, quasi tutti da parte di cittadini extracomunitari, cui il precedente governo aveva giustamente chiesto la restituzione con interessi passivi per pochi euro.
Oggi il governo dà lo stop a questa restituzione: i disonesti, i furbi ancora una volta sono premiati da una sinistra che non ha più alcun merito di sedere al governo dell’Italia.
Intanto, nessuna traccia del sostegno ai figli pari a 200 euro al mese promesso in campagna elettorale e chiaramente scritto nel programma letto (non certo scritto) da Prodi.
E ora?
Ora pretendo, e sottolineo pretendo, i mille euro che non ho incassato a suo tempo, rispettando in termini previsti avendo un reddito familiare superiore ai 50mila euro all’anno.
Pretendo subito i 200 euro al mese, per un totale di 400 euro al mese (ho due figli), con effetto retroattivo da aprile, mese di occupazione di palazzo Chigi da parte di Prodi.
E pretendo che questi cialtroni si facciano immediatamente da parte: mano alle urne, questa volta possono scordarsi il potere di cui stanno abusando in modo indegno.
Aggiornamento
L'Unità non manca neppure oggi di dar manforte all'ormai traballante governicchio prodiano pubblicando notizie non corrispondenti al vero. Anna Tarquini scrive, riferendosi al bonus bebé, che tutto è iniziato " con la famosa lettera firmata di pugno dal premier uscente Silvio Berlusconi e indirizzata a tutti i bambini nati in Italia nell´ultimo anno e che invitava le famiglie a ritirare il bonus di mille euro alla posta. la lettera arrivò a tutti, comprese le famiglie di extracomunitari residenti in Italia. Tutto regolare, non fosse stato per un semplice imbroglio: il diritto al bonus era valido soltanto per i neonati italiani. Ma questo venne comunicato solo dopo, solo dopo cioè che più di tremila famiglie straniere si erano presentate alla posta per ritirare i soldi".
Balle. I criteri per gli aventi diritto sono stati stabiliti dal decreto che ha istituito il bonus bebé, pubblicati su tutti i giornali prima ancora che sulla Gazzetta Ufficiale. E soprattutto, tutti i criteri per gli aventi diritto erano stampati SUL RETRO DELLA LETTERA INVIATA ALLE FAMIGLIE CON BAMBINI NATI NEL CORSO DEL 2005.
Con il vergognoso e demagogico provvedimento di oggi, il governo Prodi estingue di fatto i reati che erano stati ipotizzati dalle varie Procure al momento di inviare le richieste di restituzione del bonus incassati indebitamente: appropriazione indebita ai danni dello Stato, truffa, falso ideologico.
Bazzeccole, pensando che hanno messo un ex terrorista alla vicepresidenza della Camera.ù
Basta, andatevene.



5 Comments:
At 21 luglio, 2006 18:02,
Ewan J. said…
Beh, ma l'Unità non fa testo, se le dessimo ascolto avremmo l'impressione di ritrovarci in uno stato governato da persone SERIE e LIBERALI... cioè fantapolitica!
At 24 luglio, 2006 11:26,
gabriele said…
mi spieghi perchè il caro Silvio la lettera l'ha mandata a tutti i genitori di figli nati nel 2005 se poi non tutti i riceventi avevano diritto al bonus? passi il criterio del reddito, che (in teoria) non poteva essere noto al governo, ma il fatto di essere cittadini italiani o comunitari è facilmente conoscibile per il governo di un paese...quindi che senso aveva scrivere anche ai cittadini extracomunitari?? E poi perchè questa distinzione?
At 24 luglio, 2006 14:17,
Alone in the Dark said…
I costi di scrematura per l'invio della comunicazione (limiti di reddito, cittadinanza, ecc.) sarebbero stati troppo alti e avrebbero pesato eccessivamente sull'operazione. Il governo ha quindi deciso di procedere con l'operazione, informando adeguatamente tutti i destinatari e scrivendo chiaramente, sul retro della lettera, quali erano i termini per avere diritto al bonus. Termini ampiamente pubblicati sulla stampa nazionale.
Inoltre, non era così difficile, per un qualsiasi operatore delle poste, chiedere un documento al momento della presentazione della lettera per l'incasso del bonus.
Infine, la comunicazione indicava chiaramente che le dichiarazioni circa la legittimità dell'incasso (stato di famiglia, reddito familiare, cittadinanza, ecc.) costituivano autocertificazione e che eventuali dichiarazioni false sarebbero state perseguite di conseguenza.
Chi ha incassato il bonus ha utilizzato a proprio piacimento la capacità di leggere e comprendere la lingua italiana: si è letto solo ciò che interessava, il resto... boh?
Gli impiegati degli uffici postali hanno fatto poco o nulla per garantire il rispetto delle norme: ci vuol poco, davanti a un cingalese, a chiedere un documento di identità che attesti la cittadinanza italiana.
QUindi, chi ha preso i soldi ha commesso un reato, e ora dovrebbe essere chiamato a rispondere: non dovrebbe ricevere un piccolo scappellotto, un "vabbé, non farlo più" dal parterno Prodinotti e via tranquillo.
Questo provvedimento è solo una presa per il culo per tutti coloro che si sono comportati correttamente.
At 21 febbraio, 2007 00:55,
Anonimo said…
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At 16 marzo, 2007 11:55,
Anonimo said…
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