14 luglio
Grazie alla parabola satellitare installata in redazione, sto seguendo "live" su EuroNews e Tv5 Europe la parata militare del 14 luglio a Parigi, festa nazionale dei francesi (sia pure con audio ogni tanto non sicronizzato con le immagini, i cugini d'Oltralpe evidentemente difettano nella messa in onda).
Mentre cuociono per il caldo parigino estivo e per le sei pappine incassate a Berlino, i francesi si "godono" una parata degna di questo nome, non la versione edulcorata , ridotta e triste voluta dalla sinistra italiana al potere.
Inutile sperare in un ripensamento per il prossimo anno: a sinistra si usa prima l'ideologia, poi la frase fatta, infine, a volte, ogni tanto, per casualità e occasionalmente, si attiva la massa cerebrale, che comunque raramente vede i neuroni impegnati nel produrre qualcosa di positivo.
Che tristezza vedere i nostri carristi sfilare per via dei Fori Imperiali a piedi, con i caschi in mano, i nostri carri e mezzi blindati ben chiusi nelle caserme; gli aerei e gli elicotteri a terra, al massimo un paio di passaggi delle Frecce Tricolori, peraltro adeguatamente insultate dal solito manipolo di "alternativi", per i quali l'indicazione delle frontiere italiane e un caldo invito a levarsi dalle scatole, se non piace loro la nostra nazione, sono sempre più che validi.
Pochi giorni dopo, a Napoli, si è celebrata la festa della Guardia di Finanza: rievocazioni storiche, simulazioni di inseguimento con elicotteri e motoscafi veloci di mezzi dediti al contrabbando, sfilata di mezzi navali e aerei, tutto celebrato non certo al risparmio.
Forse perché Frodi e Padoa (che) Schioppa hanno la lotta all'evasione come base per il risanamento dell'economia italiana (sempre ammesso che abbia realmente bisogno di essere risanata...)?
Questo principio era applicato anche dal governo Berlusconi, sotto le pesanti critiche della sinistra allora all'opposizione, dovrebbe stare sempre, indipendentemente dal numero dei voti.
Per il 2006 il 2 giugno si è celebrato in forma ridotta, con Bertinotti spillapacizzato (vale a dire con spilla arcobaleno) sul palco autorità, speriamo che ai primi inciampi governativi, coincisi con il famigerato decreto Bersani, appena varato e già pesantemente emendato in commissione al Senato, sia l'anteprima di una rovinosa caduta che salvi il nostro Paese dalla presenza di Frodi, Bertinotti, Napolitano e Marini dalle poltrone del potere.
I tassisti, nel loro piccolo, stanno lentamente picconando le caviglie del gigante dai piedi d'argilla.
Mentre cuociono per il caldo parigino estivo e per le sei pappine incassate a Berlino, i francesi si "godono" una parata degna di questo nome, non la versione edulcorata , ridotta e triste voluta dalla sinistra italiana al potere.
Inutile sperare in un ripensamento per il prossimo anno: a sinistra si usa prima l'ideologia, poi la frase fatta, infine, a volte, ogni tanto, per casualità e occasionalmente, si attiva la massa cerebrale, che comunque raramente vede i neuroni impegnati nel produrre qualcosa di positivo.
Che tristezza vedere i nostri carristi sfilare per via dei Fori Imperiali a piedi, con i caschi in mano, i nostri carri e mezzi blindati ben chiusi nelle caserme; gli aerei e gli elicotteri a terra, al massimo un paio di passaggi delle Frecce Tricolori, peraltro adeguatamente insultate dal solito manipolo di "alternativi", per i quali l'indicazione delle frontiere italiane e un caldo invito a levarsi dalle scatole, se non piace loro la nostra nazione, sono sempre più che validi.
Pochi giorni dopo, a Napoli, si è celebrata la festa della Guardia di Finanza: rievocazioni storiche, simulazioni di inseguimento con elicotteri e motoscafi veloci di mezzi dediti al contrabbando, sfilata di mezzi navali e aerei, tutto celebrato non certo al risparmio.
Forse perché Frodi e Padoa (che) Schioppa hanno la lotta all'evasione come base per il risanamento dell'economia italiana (sempre ammesso che abbia realmente bisogno di essere risanata...)?
Questo principio era applicato anche dal governo Berlusconi, sotto le pesanti critiche della sinistra allora all'opposizione, dovrebbe stare sempre, indipendentemente dal numero dei voti.
Per il 2006 il 2 giugno si è celebrato in forma ridotta, con Bertinotti spillapacizzato (vale a dire con spilla arcobaleno) sul palco autorità, speriamo che ai primi inciampi governativi, coincisi con il famigerato decreto Bersani, appena varato e già pesantemente emendato in commissione al Senato, sia l'anteprima di una rovinosa caduta che salvi il nostro Paese dalla presenza di Frodi, Bertinotti, Napolitano e Marini dalle poltrone del potere.
I tassisti, nel loro piccolo, stanno lentamente picconando le caviglie del gigante dai piedi d'argilla.



1 Comments:
At 16 marzo, 2007 01:33,
Anonimo said…
Excellent, love it! »
Posta un commento
Links to this post:
Crea un link
<< Home