Man of Highland

Il lavoro di giornalista mi porta spesso in viaggio, il blog è un ottimo strumento di comunicazione, soprattutto quando scrivo nella stanza di un albergo o nella sala imbarchi di un aeroporto. Questo blog non riconosce il governo Prodi e le presidenze Napolitano, Bertinotti e Marini: non sono l'espressione della maggioranza dei voti degli italiani. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

sabato, agosto 12, 2006

Questo blog si è trasferito

Potete continuare a seguirmi al nuovo indirizzo: http://manofhighland.wordpress.com

venerdì, luglio 28, 2006

Saluti, baci e abbracci a tutti

Il post sull'Urlo di Munch è l'ultimo che pubblico su questo blog, da domani troverete tutti gli aggiornamenti al nuovo indirizzo http://manofhighland.wordpress.com.

Nei prossimi giorni pubblicherò un post che segnalerà in modo più evidente il trasferimento. Per i pochi che mi leggono (e mi ispiro assai immodestamente al Manzoni), arrivederci al nuovo indirizzo.

E visto che da domani sono in ferie, spero che non vi offenderete se i post appariranno con una frequenza un po' inferiore rispetto al consueto. Del resto, anche Toqueville si prende una meritata vacanza...

Bye bye!!

Se fosse un quadro, sarebbe l'Urlo di Munch

Chi è appassionato, nonostante l’età, dei fumetti Marvel conosce bene il personaggio dell’Osservatore: questa figura ha la capacità di assistere a tutti gli eventi che accadono nell’universo, ma senza alcuna possibilità di intervenire direttamente.

Oggi mi calo nella figura dell’Osservatore e, pur non potendo fare alcun intervento diretto non ricoprendo cariche pubbliche, provo a tracciare un quadro generale della situazione.

Preavviso: i contenuti del post sono assolutamente non politically correct, chi prosegue nella lettura è avvertito.

In Libano prosegue l’avanzata delle truppe israeliane. Gli ultimi rapporti vedono 25 perdite tra le truppe della stella di David contro le circa 200 tra gli Hezbollah. Questi ultimi dichiarano la morte di 30 miliziani ma la loro attendibilità rasenta lo zero assoluto. Comprendendo anche i civili, purtroppo, i morti sono 50 israeliani e oltre 600 in campo opposto. Un rapporto che supera il 10 a 1 e che evidenzia una totale supremazia da parte delle forze israeliane, se questo rapporto viene mantenuto Hezbollah non ha scampo. E pensare che tutto è iniziato a causa loro…

Italia: Prodinotti gongola dopo gli esiti della conferenza di pace di due giorni fa. Risultati: zero. Qualcuno dovrebbe fargli pubblicamente notare che, nonostante i suoi proclami, il conflitto continua, un eventuale cessate il fuoco è assai lontano, non vi è alcun progetto di striscia di sicurezza, al di là delle dichiarazioni non vi è alcun Paese in procinto di inviare proprie truppe nella zona di guerra. E qualcuno dovrebbe anche invitarlo pubblicamente a spiegare come mai si è schierato in favore degli aggressori (Hezbollah), ricevendo in cambio un sonoro ceffone dagli Stati Uniti che non appoggeranno alcuna falsa tregua.

Nel frattempo la stampa estera prende posizione unanime sul summit: dal Times al Libération, da El Mundo a L’Humanité, le parole cambiano ma il succo è lo stesso, “niente cessate il fuoco, è stato un fallimento”. Lo sanno tutti, tranne Prodi e D’Alema, che fingono di non sapere.

Proprio Massimo D’Alema, dopo il successo strepitoso della sua performance con la lettura di un testo inglese che ha ricordato a tutti Totò nel mitico dialogo con il vigile milanese ("Totò, Peppino e la malafemmina"), tenta di nuovo di rubare il palcoscenico a Prodinotti, il più grande comico vivente, e si inventa l’esercito che non spara.

Secondo D’Alema, infatti, le truppe italiane che saranno schierate in Libano “saranno una forza non combattente”. Che significa? Se miliziani Hezbollah si piazzano a 200 metri da una postazione italiana e iniziano a lanciare razzi, cosa devono fare i nostri? Mitragliarli o sculacciarli? Il nostro ministro degli esteri sa di cosa parla?

Senato della Repubblica: sul finanziamento delle missioni in Afghanistan la sinistra, eletta anche grazie a un consistente numero di voti da parte dei pacifisti contrari alla presenza di nostre truppe all’estero, vota la fiducia al governo. Basterebbe questo per pretendere le dimissioni dei senatori che, dopo due mesi, hanno “tradito” il loro elettorato. Non basta: la fiducia, sia pure al solo art. 2 del provvedimento (il voto sul provvedimento nel suo complesso è atteso per oggi), passa con 159 voti a favore e con tutta la Cdl astenuta. Mancherebbe un voto per ottenere il quorum, senza salta la fiducia e il governo dovrebbe scomparire: e allora arriva SuperMarini, il Presidente di Tutti, che conta anche se stesso, per quanto non votante, e si arriva a 160. L’ennesimo colpo di mano di una falsa maggioranza che non c’è più ma che non vuole saperne di alzare i sederi dalle poltrone del potere.

Indegno, vergognoso, ma da una sinistra ambiziosa di potere c’è da aspettarsi anche peggio.

Governo: mi limito ad accennare al comportamento di Di Pietro e Mastella. Mi sospendo, mi dimetto, mi autosospendo, sono sospeso ma vado alla Camera, non voto un provvedimento approvato dalla maggioranza ma non mi dimetto, io invece lo voto ma non ci penso nemmeno a chiedere le dimissioni dell’altro, e se non va bene mi dimetto, ma non presento mai le dimissioni… No comment.

Scioperi: Bersani ha fatto l’ein plein, ormai ha tutti contro, farmacisti, taxisti, avvocati, commercialisti, panificatori, ora persino i concessionari di scommesse… Ha emesso un decreto, ha fatto rivoltare mezza Italia. Nessuno aveva ottenuto tanto, sino a oggi.

Sicurezza: i vertici del Sismi, il servizio segreto militare, hanno ottenuto un grande risultato, sino a oggi nessun attentato di matrice estremista islamica nel nostro Paese. Ma ora sono in galera o sotto inchiesta per avere contribuito a cacciare dall’Italia un reclutatore di terroristi. Al tempo stesso un giudice di Bologna (Gobbi) scarcera 18 presunti terroristi perché, a suo dire, chi attacca truppe di “occupazione” non è un terrorista. Ieri a Baghdad i “non-terroristi” hanno attaccato a colpi di mortaio e autobomba un quartiere popolare, non certo un obiettivo militare né tantomeno truppe di occupazione: 25 morti, 45 feriti, chissà se al giudice Gobbi hanno riportato la notizia.

Mi fermo perché mi sono stancato di osservare. Termino questo post facendo notare che, da quando la sinistra è al potere, sono scomparsi gli italiani che non riuscivano ad arrivare a fine mese. O almeno non se ne parla più sui giornali. Misteri dell’economia italiana.

E con questo bel quadro, cari lettori, me ne vado in ferie. Non certo in Italia, ma all’estero, lontano da questo Paese preso a schiaffi da una sinistra indegna e vergognosa.

E sul mio piccolo gommone da 4.20 metri con il quale scarrozzo la famiglia alla ricerca di spiaggette tranquille porrò la bandiera della marina italiana: sarà sì un tricolore, ma almeno diverso da quello che campeggia sul Quirinale, sui palazzi di Senato e Camera, su Palazzo Chigi. Istituzioni ormai quotidianamente insultate dalla dittatura posta in essere dalla sinistra al potere.

lunedì, luglio 24, 2006

Centro Fotocopie Biagi Enzo

Post telegrafico.

Compenso annuo elargito a Enzo Biagi dal Corriere della Sera: 636mila euro l’anno.

Selezione di incipit di articoli redatti da Enzo Biagi:

10 agosto 2003. “Buon anno, brava gente. Per me l’anno comincia il primo settembre. E credo anche per gli altri. La prima rata del riscaldamento, i libri scolastici, i cappotti dei ragazzi che sono diventati corti”.

Primo dubbio: non so voi, ma io in settembre ho ancora il riscaldamento spento, e tale rimane almeno sino a ottobre, se la temperatura lo consente. Dubbi a seguire:
12 agosto 1996 : “ Il primo settembre si ricomincia. Con la rata del riscaldamento, i libri scolastici, il cappotto da rinnovare”.
27 agosto 1999: “Si ricomincia con i libri di scuola che cambiano ogni anno, con la prima rata del riscaldamento ”.
17 agosto 2001: “Anche questa estate è passata: comincia effettivamente, il primo settembre, l’anno nuovo. Si torna a scuola, c’è la rata del riscaldamento del condominio” .
23 agosto 2001: “Settembre, e si ricomincia: la rata del riscaldamento, i grembiuli e i libri per i ragazzi che vanno a scuola, i cappotti per quelli cresciuti”.
Espresso, giugno 2001: “La rata del riscaldamento, i grembiulini per la scuola, il cappotto per l’inverno”.
Agosto 2001: “La prima rata del riscaldamento, poi la lista dei libri scolastici, i grembiuli degli scolari da acquistare, le maniche dei cappottini divenute corte”.
A
gosto 2002: “Settembre, ci sono i libri scolastici, la rata del riscaldamento, il guardaroba da rinfrescare”.
Vorrei commentare adeguatamente, ma penso non sia necessario.

(Thanks to Siro)

Bobo Craxi. Tre applicazioni di afasol, da un’ora l’una. Subito!

Il titolo è la mera parafrasi di una splendida battuta del prof. Sassaroli (Adolfo Celi) ne “Amici miei”. Era la risposta a una “supercazzola” del conte Mascetti (Ugo Tognazzi).

Bobo ieri ha sparato una supercazzola, mi si consenta. Giungono le notizie del grave ferimento del capitano dell’esercito italiano Roberto Punzo, osservatore Onu, colpito da schegge allo stomaco provenienti da un razzo Hezbollah. Il capitano Punzo viene soccorso da militari israeliani e Onu, e inviato a un ospedale militare da campo.

Le ricostruzioni dei fatti da parte di Onu ed esercito israeliano coincidono: il capitano Punzo è uscito da una postazione per rifornire di gasolio un gruppo elettrogeno, ed è stato colpito da un’esplozione provocata da un razzo lanciato da Hezbollah.

Tutto chiaro?

Non per tutti, non per Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri: “La vicenda non è chiara, potrebbe essere stato colpito per errore dagli israeliani”.

L’ambasciatore israliano in Italia, Gol, va giustamente su tutte le furie: «Craxi avrebbe fatto meglio a verificare direttamente con l’Unifil (la sigla che indica la missione delle Nazioni Unite) come sono andati i fatti». Già, perché l’Unifil è stata chiarissima: colpo sparato da Hezbollah.

A Bobo questo non basta: si inventa notizie frammentarie, si immagina l’ennesimo caso irrisolto, spera solo vi sia il solito presunto soldato inesperto e da grilletto facile, e rincara la dose: «Io parlo da Roma - dice -, non ero sul posto. E anche l’ambasciatore Gol parla da Roma. Sa le cose che so io. Cioè niente di preciso. Ho riferito la doppia versione perché alcune fonti delle Nazioni Unite accreditano l’ipotesi delle schegge di granata, altre propendono invece per il colpo di fucile partito dal campo israeliano. Dobbiamo considerare il contesto in cui è avvenuto l’episodio, nel cuore di una battaglia dove si spara da una parte e dall’altra, e in queste condizioni non sempre è possibile capire da dove arriva un colpo».

Siamo tutti certi che Bobo Craxi non ha alcuna esperienza di combattimenti, e quindi non può distiguere minimamente le conseguenze tra l’esplosione di un razzo e un colpo di arma da fuoco. Ma le dichiarazioni rilasciate ieri sono solamente offensive, sono l’estremo tentativo di strumentalizzare a fini politici il ferimento di un nostro soldato. Sono la cartina di tornasole del dilettantismo del governo Prodi, la prova dell’assegnazione delle poltrone governative solo per divisione politica dei voti e non certo per capacità professionali.

Chi scrive desidera esprimere tutta la solidarietà al capitano Punzo e alla sua famiglia. Quanto a Bobo Craxi, una sola parola: dimissioni.

Last week

Questa è l'ultima settimana di "doppio post", dalla prossima settimana i nuovi post saranno presenti solo all'indirizzo http://manofhighland.wordpress.com.

Il (dis)onore della toga

Bologna, sabato 23 luglio. Fa caldo, come in tutta Italia. Ma fa veramente molto caldo nel tribunale del capoluogo, dove il giudice per le indagini preliminari Lavina Gobbi emette una sentenza che, molto semplicemente, fa vergognare di essere italiani.

Il "giudice" ha infatti respinto la richiesta di custodia in carcere per 18 sospetti terroristi islamici. Ma non perché siano innocenti, o non vi siano prove a loro carico. Semplicemente, perché secondo questo "giudice" non sono terroristi.

Questa Gobbi scrive infatti che "restano esclusi dalla definizione di terrorismo gli atti contro militari impegnati in un conflitto armato", e questo comprende anche le forze di coalizione internazionali, anche quando sono impegnate sotto mandato dell'Onu. Quindi, reclutare kamikaze, piazzare bombe contro le nostre truppe in Iraq o Afghanistan, non è terrorismo, ma semplice resistenza. Resistenza a cosa? Al pensiero moderno? Al rispetto dei popoli, compresi quelli europei e occidentali?

Mettere una bomba per attaccare un convoglio di truppe incaricate di stanare le sacche talebane non è terrorismo? Ma dove vive, Gobbi?

Ah, già. Vive a Bologna. La chiamano "dotta", ma "dotta rossa". Questa persona indegna della toga arriva ad ammettere esplicitamente il reclutamento e il ricorso ai kamikaze. Ma è un insulto, evidentemente, usare questo termine e allora la Gobbi parla chiaramente di "martirio islamico", letittimandolo pienamente. Gobbi, ieri in Iraq questi "martiri islamici" hanno fatto fuori più di 60 civili innocenti, gente che andava al mercato, al lavoro, a scuola. Ora non ci sono più perché qualche fanatico, più o meno plagiato, più o meno capace di intendere e volere, ha creduto di farsi le sue 27 vergini nell'aldilà e ha stroncato le loro vite facendosi saltare in aria. Perché ormai, Gobbi, se non se ne è accorta, i kamikaze sono diventati talmente vigliacchi e codardi che non attaccano più le forze militari, ormai pronte a respingerli, ma principalmente i civili. Inermi.

Questa donna togata pone sullo stesso piano i nostri militari, le truppe in missione sotto mandato dell'Onu, e i terroristi schierati per Al Quaeda, i talebani che hanno ridotto l'Afghanistan a un inferno per non credenti, o donne e bambini.

Questo soggetto indegno di sedere in un tribunale scrive, tra le tante cose, "Nè pare condizione sufficiente a caratterizzare come terroristica la partecipazione a un conflitto bellico da parte di persone non appartenenti ai Paesi in conflitto, dovendo ricondursi alla nozione di forze armate sia l'esercito regolare di uno Stato sia ogni organizzazione armata che partecipi al conflitto".

Dovendosi cosa? Dovendosi attivare il cervello prima di recarsi al lavoro, cosa aspetta a restare a casa, Gobbi?

La perla finale: "Non può in alcun modo ritenersi certo che il martirio sia la conseguenza di un'attività terroristica, e non invece di un'attività militare o paramilitare".

In casi simili, il ministro della Giustizia Castelli - uno dei migliori che l'Italia abbia mai avuto - prima criticava aspramente la sentenza e lo stesso giudice, poi inviava immediatamente ispettori.

Risulta che sia giunto qualche accenno di vitalità da parte dell'attuale ministro Clemente Mastella? Oppure è troppo impegnato a litigare con Di Pietro?

Mi fa sempre più schifo essere italiano, o almeno essere considerato un concittadino di una persona la cui mente riesce a partorire una simile indegna, vergognosa sentenza.

Silvio Berlusconi una volta ha espresso una sua opinione in merito ai giudici. Dio, quanto aveva ragione.

venerdì, luglio 21, 2006

Bonus bebé, grazie a Prodi i disonesti sono premiati - E' l'Unità racconta menzogne

Il consiglio dei cosiddetti ministri questa mattina ha approvato lo stop alla restituzione dei bonus bebé erogati dal precedente governo e illegittimamente incassati da migliaia di non aventi diritto.

L’erogazione del bonus bebé era chiaramente limitata ai cittadini italiani e comunitari con redditi familiari inferiori ai 50mila euro l’anno: nonostante questo, sono stati incassati migliaia di bonus, quasi tutti da parte di cittadini extracomunitari, cui il precedente governo aveva giustamente chiesto la restituzione con interessi passivi per pochi euro.

Oggi il governo dà lo stop a questa restituzione: i disonesti, i furbi ancora una volta sono premiati da una sinistra che non ha più alcun merito di sedere al governo dell’Italia.

Intanto, nessuna traccia del sostegno ai figli pari a 200 euro al mese promesso in campagna elettorale e chiaramente scritto nel programma letto (non certo scritto) da Prodi.

E ora?

Ora pretendo, e sottolineo pretendo, i mille euro che non ho incassato a suo tempo, rispettando in termini previsti avendo un reddito familiare superiore ai 50mila euro all’anno.

Pretendo subito i 200 euro al mese, per un totale di 400 euro al mese (ho due figli), con effetto retroattivo da aprile, mese di occupazione di palazzo Chigi da parte di Prodi.

E pretendo che questi cialtroni si facciano immediatamente da parte: mano alle urne, questa volta possono scordarsi il potere di cui stanno abusando in modo indegno.

Aggiornamento

L'Unità non manca neppure oggi di dar manforte all'ormai traballante governicchio prodiano pubblicando notizie non corrispondenti al vero. Anna Tarquini scrive, riferendosi al bonus bebé, che tutto è iniziato " con la famosa lettera firmata di pugno dal premier uscente Silvio Berlusconi e indirizzata a tutti i bambini nati in Italia nell´ultimo anno e che invitava le famiglie a ritirare il bonus di mille euro alla posta. la lettera arrivò a tutti, comprese le famiglie di extracomunitari residenti in Italia. Tutto regolare, non fosse stato per un semplice imbroglio: il diritto al bonus era valido soltanto per i neonati italiani. Ma questo venne comunicato solo dopo, solo dopo cioè che più di tremila famiglie straniere si erano presentate alla posta per ritirare i soldi".

Balle. I criteri per gli aventi diritto sono stati stabiliti dal decreto che ha istituito il bonus bebé, pubblicati su tutti i giornali prima ancora che sulla Gazzetta Ufficiale. E soprattutto, tutti i criteri per gli aventi diritto erano stampati SUL RETRO DELLA LETTERA INVIATA ALLE FAMIGLIE CON BAMBINI NATI NEL CORSO DEL 2005.

Con il vergognoso e demagogico provvedimento di oggi, il governo Prodi estingue di fatto i reati che erano stati ipotizzati dalle varie Procure al momento di inviare le richieste di restituzione del bonus incassati indebitamente: appropriazione indebita ai danni dello Stato, truffa, falso ideologico.

Bazzeccole, pensando che hanno messo un ex terrorista alla vicepresidenza della Camera.ù

Basta, andatevene.

Ma davvero vi aspettavate giustizia dalla Fifa?

Oggi, a mente fredda, vorrei tornare su un argomento che ieri ho affrontato un po’ frettolosamente: le squalifiche Zidane – Materazzi.

Ormai molti anni fa ero dirigente addetto stampa di una squadra di pallavolo di serie A1, che logicamente aveva anche formazioni giovanili. Queste ultime dolci fanciulle, già a 14-15 anni cominciavano a scambiare con le avversarie, sotto rete, simpatici apprezzamenti sui lavori delle rispettive madri, sulla fedeltà e/o capacità riproduttiva dei rispettivi fidanzatini, sui rispettivi attributi fisici, sulla capacità attrattiva nei confronti dei ragazzi, eccetera.

Ogni tanto qualcuna perdeva la pazienza, reagiva e puntualmente subiva sia i cartellini arbitrali sia le dure reprimende degli allenatori.

Questa breve introduzione è per chiarire che le provocazioni esistono, e sono sempre esistite, a tutti i livelli e in tutti gli sport: la decisione presa ieri dalla Fifa è quindi semplicemente ipocrita, oltre che assurda e sproporzionata.

Fin troppo semplice richiamarsi al caso Totti-Poulsen. E allora perché questa “strana” decisione della Fifa?

Non è strana. Tutt’altro: rientra in un quadro ben preciso, in una situazione dove entrano in gioco i “pesi” delle federazioni e degli uomini Fifa.

Come ho già scritto, a Berlino non doveva vincere l’Italia, la Coppa doveva tornare in Francia e celebrare la favola della fenice, la nazionale che in Corea esce nelle qualificazioni senza aver messo a segno una sola rete e quattro anni dopo vince la Coppa.

Materazzi ha rotto due volte la favola: prima pareggiando di testa e poi facendo espellere Zidane. Il rigore francese non c’era, il gol di Toni era regolare.

Blatter, già pronto a festeggiare, per la stizza non consegna la Coppa all’Italia e, anzi, è pronto ad accogliere le lacrime di Michel Platini che ha avuto il merito di entrare nelle grazie del presidente della Fifa.

Blatter, come molti presidenti di federazione sportiva, decide soprattutto in base alle proprie preferenze personali e non secondo altri termini. Platini è un suo uomo, l’Adidas è uno dei suoi maggiori sponsor, la Coppa era loro, non degli azzurri. Odia l’Italia, sa di non essere gradito né alla nostra federazione né alle nostre società, tanto che Galliani già una volta ha minacciato di non dare più giocatori alle rispettive nazionali, considerando che spesso rientravano stanchi e acciaccati da inutili incontri amichevoli organizzati solo per meri diritti tv.

Blatter prosegue la “storia” di una Fifa da sempre opposta alla Figc: ricordate Usa 94? La prova televisiva venne ideata appositamente per Tassotti, che in Italia – Spagna colpisce con una gomitata Luis Enrique senza che l’arbitro Puhl se ne accorga. La federazione internazionale decide a posteriori che vale quanto visto nelle telecamere e commina a Tassotti 8 giornate di squalifica. Oggi fanno sorridere le tre a Zidane.

E non basta: poche ore dopo la sentenza un giornalista intervista in diretta l’addetto stampa della Fifa, preannuncia le proteste della Figc e il possibile ricorso. Ricordo perfettamente la risposta dell’addetto stampa, svizzero al pari di Blatter: “Gli italiani devono essere contenti di questa mite condanna, perché in caso di ricorso la pena potrebbe essere aumentazionata” (testuale, ndr).

In pratica, zitti e muti, se fate ricorso aumentiamo la sanzione. Da allora la giustizia in Fifa non esiste più, esiste solo Blatter e il suo zingaresco “come gli gira, gira”.

Leggiamo allora il famoso “quadro”:

1. Platini, uomo forte nella Fifa.

2. Zidane si presenta a Ginevra accompagnato dal presidente della federcalcio francese.

3. L’Italia ha Rossi, commissario straordinario con evidenti manie di grandezza (si è vantato di poter chiarire da solo il caso calciopoli, anche senza processi), che però se ne resta a Roma; da perfetto uomo forte con i deboli (le società inquisite e private del diritto di difesa, già condannate prima ancora di iniziare il procedimento), debole con i forti (Parlamento, governo, Fifa, Uefa, ecc.), non muove un solo dito, non fa una sola telefonata per tutelare Materazzi.

4. Matrix Materazzi si “becca” due giornate per chiarire che l’Italia ha un ruolo di secondo piano e che questa Coppa non deve dare adito a pensieri di maggior peso politico a livello internazionale.

5. Zidane, che meritatava almeno cinque giornate, se ne vede scontare due per essere stato provocato.

Per tutto questo il titolo vinto a Berlino vale triplo: perché ce lo siamo conquistato sul campo, perché abbiamo sconfitto i gli obiettivi della Fifa, perché non abbiamo mai goduto dei favori dei quali, in passato, hanno beneficiato nazionali come Brasile e Argentina.

Del resto, sino a quando la Fifa considererà come rappresentativo un ex giocatore, obeso, cocainomane, evasore fiscale e pessimo padre naturale, vi sono poche speranze.

Vi ricordate Italia ’90? Le provocazioni di Maradona? Mai punite. Neppure un ammonizione, un richiamo.

Lui provoca, offende, e i tifosi italiani insultati reagiscono, fischiando l’inno argentino. E lui, il Grande Trippone, nello stadio di Napoli prima della semifinale urla “figli di p…” in primo piano sui maxischermi.

Quella terribile sera di Italia – Argentina ero universitario, partita vista con un videoproiettore in un locale pubblico; purtroppo era presente anche una piccola comunità argentina, tre famiglie, una dozzina di persone. Maradona insulta, e loro ripetono l’insulto nei nostri confronti.

Io mi rivolgo a loro, allargo le braccia e con un gran sorriso grido “Hermanos!” (fratelli, ed essendo figli della stessa madre…)

La loro reazione non è stata molto civile, la situazione è stata risolta dai titolari del locale che, dietro minaccia di ricorso a Polizia e CC, hanno cacciato gli argentini dal locale.

Comunque, chi ha perso ieri? Tutti, tranne Materazzi che ha ammesso la provocazione verbale.

Ha perso Zidane, che ne esce con la carriera macchiata prima da una stupida espulsione in una finale mondiale e con un poco onorevole sconto di pena frutto esclusivamente di movimenti politici e sponsor.

Ne esce male la Fifa, che ha dimostrato ancora una volta di non essere equanime ed equilibrata ma di badare principalmente al pecunio.

Ne esce male la commissione disciplinare Fifa, che ha dimostrato di essere ben pilotata dalla presidenza della Fifa e di non saper giudicare con giustizia ed equità

Ne esce male la Federcalcio: peso politico a livello internazionale pari a zero. E questo è un pessimo inizio per chi ha la pretesa di sanare e rifondare il nostro calcio.

giovedì, luglio 20, 2006

Trasloco imminente... di blog

Vi segnalo che entro breve il blog cambierà indirizzo: ho deciso di passare a Wordpress.
Il nuovo blog è già attivo all'indirizzo http://manofhighland.wordpress.com, da qualche giorno sto postando su entrambi i blog e sino al trasferimento definitivo continuerò a postare in entrambi.
Ho già attivato anche diversi link ai blog preferiti, si tratterà quindi di un trasloco il più possibile "indolore".
Rimane ferma l'intenzione di trasferirmi con la famiglia all'estero, obiettivo un po' più complicato da raggiungere... :)

Giuliani Carlo: indagato per traffico di droga

Oggi sono un po' di fretta, mi perdonerete se in questo post faccio uso di copy&paste:

Carlo Giuliani è il ragazzo morto a Genova, cinque anni fa, durante il G8, mentre tentava l'assalto a un Defender dei Carabinieri.
Da allora è un'icona, il martire dei no global: madre eletta in Parlamento, Rifondazione vuole intitolargli la sala riunioni del gruppo parlamentare, si vogliono intitolare a sua memoria vie, piazze, erigere cippi.
Oggi il quotidiano Il Giornale riporta stralci di intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia di Finanza in merito a un procedimento del 2000 per traffico di stupefacenti, che coinvolgeva anche lo stesso Giuliani.
Questi gli stralci, dai quali emerge un ritratto dei genitori diametralmente opposto rispetto a quello che ci è stato "venduto" per cinque anni:
La sera del 2 febbraio 2000 la madre di Giuliani telefona al marito, da cui è separata. Gli racconta preoccupata dell'ennesima "visita" di Carlo dai carabinieri. "O aveva bevuto - dice la donna - o fatto in maniera spaventosa, due occhi che non ti dico, come ai bei tempi". Da parte del padre c'è grande amarezza.
In altre telefonate, invece, c'è un impeto di rabbia. Come nell'intercettazione del dicembre 1999, quando Carlo riferisce del fermo dei CC per il possesso di un coltello. "Carlo - dice l'uomo - a me non mi fermano quando passo per strada. Stavi combinando qualcosa". E il figlio: "A me succede ogni tre giorni che mi fermano, perché uno stato di polizia funziona così".
In un momento di disperazione il padre, ormai incapace di trovare una soluzione ai problemi del figlio, esclama: "Speriamo di far presto un bel funerale".

DUE GIORNATE A MATERAZZI?

Che alla Fifa fossero in gran parte degli "elettori contro i propri interessi" era cosa nota, ma arrivare a questi livelli era veramente difficile.
Decisione della Fifa in merito a quanto avvenuto nel corso della finale Italia - Francia: tre turni di squalifica a Zidane, due turni di squalifica a Materazzi.
Ancora una volta, due pesi e due misure.
Vi assicuro che se mai incontrassi per strada Blatter, commenterei adeguatamente.
Mi querela?
Bene: ogni 100 euro che sarei costretto a pagare, me ne dovrebbe 150 lui, applicando lo stesso rapporto di 3/2...

mercoledì, luglio 19, 2006

Spigolature ippiche

Tanto per sorridere tra una polemica e l'altra...
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine "frocio" costituisce un insulto pesante, passibile di sanzioni.
Questa sera a Napoli, all'ippodromo di Agnano, è in programma la prima delle tre tappe del campionato mondiale gentlemen drivers.
I gentlemen drivers, per chi non lo sapesse, sono i guidatori non professionisti che partecipano alle corse al trotto, quelle, per intenderci, dove il cavallo non viene montato ma guidato da un "driver" che siede su un carrozzino chiamato sulky.
Dicevo del campionato: sono iscritti a partecipare 14 driver, tra i quali un grossista alimentare statunitense, vincitore di 186 corse in carriera.
Il driver, di chiare origini italiane, si chiama Lon Frocione.
Non vorrei essere nei panni dello speaker, questa sera...

E ora beccatevi quattro anni...

Emessa poco fa a Milano la sentenza di primo grado nei confronti dei teppisti di sinistra, cosiddetti no-global, coinvolti negli scontri dello scorso 11 marzo in corso Buenos Aires nel capoluogo lombardo, con gravi danni e devastazioni.
Per la loro liberazione immediata si erano mossi numerosi esponenti del centro sinistra.
La sentenza prevede quattro anni di reclusione per 18 degli imputati e nove assoluzioni, oltre a due patteggiamenti (uno per un anno di reclusione, l'altro per 50 euro di ammenda).
I condannati, rinchiusi da quattro mesi nel carcere di San Vittore, hanno avuto il beneficio degli arresti domiciliari, ma non la condizionale.
Ci rivediamo tra quattro anni, cari.

Bersani, rotta su tutta la linea

La battuta sin troppo facile: è una Caporetto!
Ma sono nazionalista, e allora preferisco ricorrere a un altro evento storico: è una nuova ritirata di Russia delle truppe napoleoniche.
Il famoso (o famigerato) decreto Bersani è quasi completamente scomparso, annullato: modificato da emendamenti e patteggiamenti vari, a cominciare dai provvedimenti sui taxi, il tanto sbandierato decreto governativo che doveva lanciare l’Italia è ormai ridotto al frutto degli ennesimi incontri-scontri in commissione, dialoghi da corridoio, verifiche con la Corte dei Conti, rimangiamenti vari.
Bersani si siede sul bordo della strada, novello Rockerduck sconfitto dal popolare e simpatico Paperone, toglie di testa la bombetta e inizia a mangiarsela:
- Quasi completamente annullati i provvedimenti sui taxi: rimane il divieto di cumulo di licenze, la previsione di tariffe promozionali, la sperimentazione di veicoli aggiuntivi, ma scompare il lavoro subordinato, le nuove licenze possono essere concesse con bandi straordinari, si allungano i turni di lavoro. Se le nuove licenze saranno concesse a titolo oneroso, l’80% delle entrate dovrà essere “girato” ai tassisti con licenza. Bersani sbandiera un pareggio, se è vero si tratta dell’X al termine dei 90 minuti di Italia – Germania, dopo i supplementari i tassisti hanno vinto 2-0 (stesso discorso, con esito 6-4, se ci si ispira alla finale con la Francia; in questo caso, la testata di Bersani ha colpito un muro…)

- Frenata sulle liberalizzazioni sul commercio e sulle promozioni in prossimità dei saldi;

- Annullato il previsto aumento dell’Iva su dolci e cioccolatini (dal 10 al 20%, Bersani voleva rubare le caramelle ai bambini?);

- Riscritta l’Iva sugli immobili;

- Giochi e scommesse: un Ordine del giorno di Forza Italia, all’esame oggi della V Commissione del Senato, prevede che le nuove agenzie di scommesse siano aperte solo in Comuni oggi sprovvisti; per i bookmaker esteri, giù pronti a lanciarsi sulle grandi città italiane, abbondantemente coperte da agenzie, è un calcio nei denti;

- Rimangono in vita i farmaci nei supermercati, ma oggi i farmacisti scendono in sciopero e la loro lobby è molto, molto forte.

E che dire poi degli emendamenti presentati al testo? Volete sapere come vogliono far ripartire l’Italia?

- Il ds Angius pretende 18 milioni di euro da destinare ai Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2008;

- Marco Pecoraro Scanio (fratello di…) e altri chiedono che tutti i fondi per la Tav (1,8 miliardi di euro!) siano destinati esclusivamente alla tratta Milano – Torino – Napoli, tagliando la Val di Susa;

- Paolo Brutti (Ds) chiede che il 50% dei fondi per le ferrovie siano destinati esclusivamente alle tratte tradizionali (no tav);

- Federico Enriques (Ds) chiede che siano escluse dal Patto di stabilità per gli interventi al trasporto pubblico tutte le aree metropolitane e non solo quella di Roma;

- Graziano Mazzarello (Ds): assumere per selezione all’interno dell’Aci i dipendenti in mobilità della controllata Aci Global;

- Verdi, Ds, Rifondazione: niente tagli ai fondi per i Parchi Nazionali (e quello d’Abruzzo continua a bruciare milioni di euro…)

- Carlo Fontana (ds): alzare a 42 anni l’età pensionabile per tersicorei e ballerini del Teatro alla Scala di Milano;

- Peterlini (Svp): due milioni di euro per nuove assunzioni negli enti pubblici del Sud Tirolo;

- Morgandolo e Legnini (Ds): riassumere negli enti pubblici i dipendenti messi in mobilità dai consorzi agrari.

Nel frattempo, il commissario Rossi della Federcalcio non perde tempo: da bravo ex componente del Cda dell’Inter, sta pensando di assegnare lo scudetto 2006 alla società nerazzurra, dimenticandosi di tutti i ricorsi presentati da Juventus e Milan.

Dopo la gaffe della Caf, che ha dato solo 44 punti di penalizzazione al Milan consentendo così la partecipazione alla prossima Coppa Uefa, il procuratore federale ha chiesto la conferma di tutte le sue richiese (Milan in B, Juve in C, ecc.), e Rossi provvede subito pensando di aumentare da 4 a 5, o forse 6, le retrocessioni dalla A alla B: un modo per consentire alle eventuali retrocesse di rientrare prima nella massima divisione.

In pratica: la federcalcio ha capito di avere sbagliato tutto, troppo rapido il procedimento di primo grado, troppo alte le sanzioni comminate. Ora è certo che le società, se non riceveranno dal Consiglio Federale sanzioni molto più lievi, ricorreranno come minimo al Tar se non al Consiglio di Stato, con buone possibilità di vedersi annullare le sentenze, non avendo concesso adeguate modalità di difesa alle società.

Rossi tenta un patteggiamento: lasciatevi retrocedere, vi aumento le promozioni, potete restare solo un anno in purgatorio. Non cambia nulla: nuovo manovratore, ma stesso treno e stessa direzione di marcia. La Figc da Roma pretende di continuare a guidare politicamente il calcio, anche se orma conta molto meno di una singola società come Juve, Milan o Roma.

E se queste grandi società riservassero una sorpresina? Se si stancassero della Federcalcio e si mettessero in proprio? Una specie di Nba o Nfl europea: tre-quattro franchigie per nazione, un grande campionato europeo in conferences, con play off entusiasmanti e un titolo continentale di grande prestigio. Arbitri professionisti, supervisione manageriale, trasparenza di bilancio.

Certo, servirebbero almeno tre anni per realizzare un simile progetto.

Gli stessi che, come minimo, occorrerebbero a una Juve in B con 30 punti di penalizzazione per rientrare in serie A.

Pensateci.

martedì, luglio 18, 2006

Dramma della solitudine a Palermo

La notizia è di quelle che inizialmente fanno sorridere, ma solo inizialmente. Poi, a pensarci bene, compare anche un velo di tristezza:

(Fonte: TgCom)

Mima rapporto sessuale in spiaggia

Palermo,denunciato un 45enne

Sdraiato su uno scoglio mimava un atto sessuale con una bambola gonfiabile: per questo un uomo di 45 anni è stato denunciato. E accaduto a Trappeto nel Palermitano. A chiamare i carabinieri sono stati alcuni bagnanti, senza parole per quanto stava succedendo sotto i loro occhi. Durante la perquisizione dell'auto e della casa, gli uomini dell'Arma hanno trovato numerose riviste pornografiche.
L'accusa è di atti osceni in luogo pubblico e porto abusivo di oggetti atto ad offendere. I militari, una volta avertiti, sono subito arrivati sulla spiaggia dove effettivamente hanno sorpreso l'uomo che, incurante della presenza dei numerosi bagnanti, tra cui i bambini, continuava a mimare i rapporti sessuali con la bambola gonfiabile. Nel suo zainetto l'uomo aveva numerose riviste pornografiche.

Chi cerca trova... forse!

Come ti blindo il no-global

Solo un lieve tentativo di manifestazione da parte dei no-global a San Pietroburgo in occasione del G8, subito disperso dalla polizia russa: per il resto, nessuna traccia dei manifestanti che hanno imperversato - ma anche subìto - a Genova e in Scozia. Che fine hanno fatto? La democraticissima russia ex-comunista non li ha accolti?
Lo ha fatto.
Ma a modo suo. Forse non gradito ai vari Rifondaroli, ma sicuramente efficace. I proseliti di Casarini, Agnoletto, Caruso e compagnia cantando hanno effettivamente tentato di raggiungere San Pietroburgo, ma solo pochi sono arrivati grazie a una rete di blocchi assai poco democratica, secondo il parametro di giudizio di sinistra, e quei pochi giunti a destinazione si sono visti confinare in una tendopoli all'interno dello stadio Kirov, talmente sorvegliato che, con la semplice aggiunta di filo spinato, sarebbe risultato uguale a un lager (o meglio a un gulag...).
I bollenti spiriti anti G8 sono stati presto spenti da pioggia, vento, temperature autunnali, e soprattutto da agenti antisommossa in numero quattro volte superiore ai dimostranti. Un piccolo tentativo di dimostrazione, sabato mattina, da parte di 300 militanti, dispersi a colpi di manganello e con una decina di fermi. Stesso trattamento per un tentativo di blocco stradale (30 fermi da parte degli agenti antisommossa della Omon)
Anche raggiungere lo stadio Kirov è risultato a dir poco un calvario. Tutti schedati, i contestatari hanno avuto vita difficile in qualsiasi momento: perquisizioni continue, fermi arbitrari, convocazioni in commissariato quotidiane per i no global russi, arresti anceh per il semplice far pipì all'aperto hanno sedato ogni spirito ribelle.
La polizia ha assoldato i migliori borseggiatori del Paese (fonte: quotidiano Kommersat) con il compito di far sparire i documenti di identità degli attivisti. E senza documenti, in Russia, non si può neppure acquistare un biglietto ferroviario.
Chi ha preso il treno si è visto costretto a scendere per chiarimenti, con lunghi interrogatori che hanno causato la perdita del convoglio e persino delle coincidenze.
I pochi coraggiosi che sono arrivati alla meta sono stati immediatamente instradati allo stadio Kirov, dove a prezzo di minuziosi controlli si sono conquistati il loro piccolo spazio erboso per la protesta: e lì ci ha pensato il cielo a punirli, prima con un violentissimo nubifragio che ha anche allagato alcune zone della città, poi con un gelido vento e una pioggia costante che hanno spento ogni velleità di resistenza.
Pare che molti si siano dati a un sano turismo, con il pensiero fisso su come uscire dal Kirov e da San Pietroburgo per far ritorno ai rispettivi Paesi.
In ogni caso, nessuna traccia di Casarini, Agnoletto, Caruso. Nessuna delle loro voci si è levata a protestare, eppure il trattamento è stato analogo se non peggiore rispetto a quello riservato loro a Genova. Dove sono finiti? In una borghesissima vacanza?

lunedì, luglio 17, 2006

Un appello al Cio

Mi appello con forza al Cio, il comitato olimpico internazionale: siamo ancora in tempo, vi prego, inserite per i Giochi di Pechino 2006 la specialità di "Figure di m...", abbiamo già pronto un candidato per il podio se non per la medaglia d'oro.
Siate gentili, dateci un'occasione per aumentare il nostro medagliere...

2006-07-17 15:38
G8: PRODI ASSENTE DA FOTO FINALE, STAVO TELEFONANDO
(ANSA) - SAN PIETROBURGO, 17 lug - "Stavo telefonando e sono arrivato a metà della fotografia". Così Romano Prodi risponde a chi gli fa notare la sua assenza dalla foto finale del G8 di San Pietroburgo e precisa: "In quella del G8 sono presente, manco invece in quella allargata".

Quest'uomo ci rappresenta al G8. E sta sempre al telefono, a fare il facilitatore. Quando non parla al telefono, fa affermazioni come quella qui sopra.
Non era meglio restare in Italia?

La diplomazia è pane per i suoi denti

Romano Prodi commenta le notizie secondo le quali avrebbe proposto l'Iran come mediatore per la crisi tra Israle e Libero (fonte Ansa):
"Ho letto che avrei chiesto la mediazione dell'Iran. Non so come sia nata questa idiozia. Io ho cercato di facilitare i contatti". Lo dice Romano Prodi tornando sul tema della crisi tra Israele e Libano e dei suoi contatti diplomatici per arrivare ad una soluzione della crisi.

Ancora una volta non perde occasione per chiarire quale sia l'opinione della sinistra circa la stampa che non si allinea. Per amor di precisione, vi riporto la notizia battuta sempre dall'Ansa sull'argomento, alle ore 18.31 di ieri:

(ANSA) - San Pietroburgo, 16 lug - Il premier Romano Prodi ha sentito al telefono il mediatore iraniano per il nucleare Larijani e gli ha chiesto che l'Iran si faccia parte attiva
della mediazione nella crisi tra Israele e Libano. Lo si apprende da fonti diplomatiche italiane.
Larijani avrebbe assicurato che l'Iran farà il massimo sforzo per la soluzione della crisi.

Sarebbe ora interessante sapere se Romano Prodi bollerà come idiozia anche le fonti diplomatiche italiane. Anche perché alle 21.52 - quindi con tutto il tempo per smentire la prima notizia, l'Ansa ha ribadito il concetto:

2006-07-16 21:52
ISRAELE-LIBANO: ALTRI CONTATTI PRODI, IRAN SI ATTIVI /ANSA
PREMIR TELEFONA A LARIJANI; PROSEGUE ATTIVISMO ITALIA
SAN PIETROBURGO
(ANSA) - SAN PIETROBURGO, 16 LUG - L' Iran eserciti la sua influenza regionale e sia "parte attiva" della mediazione in atto per risolvere la crisi mediorientale e quindi "faccia degli sforzi", in particolare per favorire la liberazione degli
ostaggi israeliani. Questa la sostanza di una telefonata tra Romano Prodi ed il negoziatore iraniano per il nucleare Ali Larijani che conferma come l' Italia stia cercando di portare avanti un ruolo - se non di mediazione - di "facilitazione" per tentare di bloccare un conflitto che rischia di ora in ora di allargarsi esponenzialmente.
Il premier dopo una serie di ritmiche telefonate alle capitali delle parti protagoniste della crisi - attraverso le quali ha di fatto girato a Siria, Iran e Libano le condizioni irrinunciabili di Israele per un cessate il fuoco - ha oggi aggiunto un ulteriore tassello diplomatico che va a toccare l'aspetto più delicato della trattativa: la richiesta del premier israeliano Ehud Olmert di una immediata liberazione dei soldati rapiti nel sud del Libano come precondizione non negoziabile per uno stop alle ostilità sul terreno.
Solo Damasco e Teheran hanno l' influenza necessaria per "convincere" Hezbollah a restituire sani e salvi i due soldati israeliani rapini, ma Siria e Iran sono i "cattivi" della Regioni e non tutti i leader hanno voglia o modo di intervenire su di loro. Oggi lo ha fatto il presidente del Consiglio inserendosi così, proprio dal G8 di San Pietroburgo, in un'azione ben più vasta della comunità internazionale.

Se simili affermazioni fossero state fatte da Silvio Berlusconi oggi la stampa, e non solo quella di sinistra, sarebbe scatenata. Con Prodinotti al potere basta la parola, "Idiozie", e tutto si ferma.
Basta la parola.
Mi ricorda un vecchio Carosello (per chi come me ha superato i 40...)
E l'effetto è lo stesso.

Una domanda per Casarini, Caruso, Agnoletto e C

Sono perfettamente conscio del fatto che il mio blog non sia tra i più letti, Tecnorate mi piazza ben oltre il 7.200mo posto (posizione di cui mi importa assai poco).
In ogni caso, provo a postare comunque una domanda cui spero di ottenere risposta:
- Oggi è l'ultimo giorno di svolgimento del G8 a San Pietroburgo. Egregi signori Casarini, Caruso, Agnoletto, o comunque egregi no-global, girotondini e compagnia cantando, come mai non abbiamo assistito a scontri e dimostrazioni come accaduto a Genova e più recentemente in Scozia? Il G8 si è svolto in Russia, da quelle parti dovreste essere di casa. Oppure temete che la reazione delle forze di polizia russe sia particolarmente "democratica"?
Attendo risposte.

Gli eroici resistenti che piacciono alla sinistra

Questa mattina a Baghdad, al mercato di Mahmudia, un'autobomba ha causato la morte di almeno 70 civili. Su Sky stanno scorrendo le immagini di bambini di pochi anni feriti e sottoposti a fleboclisi negli ospedali della capitale irachena.
Questa è l'ennesima azione contro un obiettivo tutt'altro che militare portato a termine da quelli che la sinistra italiana ama definire "gli eroici resistenti" contro l'occupazione americana. Ogni giorno si assiste a stragi portate unicamente verso la popolazione, con l'unico obiettivo di generare una base di insicurezza, paura e terrore per rovesciare l'attuale governo non appena le truppe estere termineranno le rispettive missioni.
Gli "eroici resistenti", una volta compreso che a nulla sarebbero serviti gli attacchi contro le truppe, hanno spostato il loro bersaglio contro gli innocenti, gli inermi, gli unici obiettivi che la loro codardia permette di attaccare.
Intanto Prodinotti al G8 (a proposito: come mai niente proteste no global a San Pietroburgo? ma come: i comunisti non si recano a presentare le loro "giuste" proteste nella patria del comunismo?) compie l'ennesima gaffe: sottoscrive il documento che chiede il cessate il fuoco tra Libano e Israle e propone l'Iran come mediatore tra le parti.
L'Iran, come noto almeno alle teste pensanti, per bocca del suo governo afferma ormai da mesi di voler annientare lo Stato israeliano. Un'affermazione da meriterebbe di essere commentata quantomeno con compatimento, per di più perché fatta in un palcoscenico internazionale. Ma se ne trova traccia solo su Il Giornale. E pensare che sino a pochi mesi fa qualsiasi affermazione di Silvio Berlusconi era oggetto di critica e scherno su quasi tutta la stampa nazionale...

venerdì, luglio 14, 2006

Rossi querela Cossiga

Il calcio italiano torna a vivere le sue telenovelas.
Questa mattina il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ha presentato un'interpellanza parlamentare al ministro Melandri chiedendo se corrisponda al vero la notizia secondo la quale il commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, si sia attribuito uno stipendio annuo da 2,5 milioni di euro.
La risposta non si è fatta attendere: la Federcalcio definisce la notizia come priva di fondamento, non essendo previsti compensi per il commissario. Rossi non è rimasto però con le mani in mano e ha dato mandato ai suoi legali di "querelare il senatore a vita Francesco Cossiga per le gravemente offensive e spudoratamente false dichiarazionie".
L'effetto Berlino è già terminato, il nostro calcio torna piccolo piccolo. Bastava smentire e nulla più.

Dubbi

Nel 2003 è mancato uno dei più grandi cabarettisti milanesi, Walter valdi. Famoso le sue canzoni (Faceva il palo, La tribù dei Vahha Put Hanga, Coccodì e Coccodà, Un milanese a Milano, persino Cocco&Drilli per lo Zecchino d'Oro), famoso per i suoi mitici "dubbi" (Mi sono sempre chiesto: ma chi va in giro a costruire quadrati sull'ipotenusa?; Mi domando: ma che faccia avra' fatto Maometto quando la montagna gli ha bussato alla porta? E se Pitagora... fosse morto di calcoli? La torre di Pisa... e se avesse ragione lei?).
Molto, molto più umilmente, anche io ho i miei piccoli dubbi.

1. Quale azienda produce l'abbigliamento sportivo della nazionale francese di calcio?
2. Quale azienda produce l'abbigliamento sportivo della nazionale italiana di calcio?
3. Quale è la nazione delle case madri delle due aziende dei punti 1 e 2?
4. Come sono i rapporti tra le due aziende di cui ai punti 1 e 2?
5. Quale marchio era abbinato al premio per il miglior calciatore ai mondiali di calcio 2006 ("Pallone d'oro")?
6. Chi ha vinto il premio di cui al punto 5?
7. Quale è lo sponsor personale del giocatore Zinedine Zidane?
8. Quale azienda ha promosso il sito www.mercizidane.fr, dove i tifosi di tutto il mondo possono ringraziare il giocatore di cui al punto 7, per i successi ottenuti in carriera?

Non vi affaticate, vi dò io le risposte...
1. Adidas
2. Puma
3. Entrambe tedesche.
4. Pessimi, rivalità e competizione estese ai massimi livelli; sino a qualche anno fa i dipendenti Puma abitavano in quartieri diversi rispetto ai dipendenti Adidas, i dipendenti Puma non sposavano mai dipendenti Adidas e viceversa.
5. Adidas
6. Zinedine Zidane
7. Adidas
8. Adidas. Per quest'ultimo punto, ho già provveduto a postare i miei personalissimi ringraziamenti... :)

(P.S.: chiudo con una delle più belle battute di Walter Valdi: "Io, nei giornali, leggo sempre i necrologi e i cinema: se è morto qualcuno che conosco, vado al suo funerale, altrimenti vado al cinema")

14 luglio

Grazie alla parabola satellitare installata in redazione, sto seguendo "live" su EuroNews e Tv5 Europe la parata militare del 14 luglio a Parigi, festa nazionale dei francesi (sia pure con audio ogni tanto non sicronizzato con le immagini, i cugini d'Oltralpe evidentemente difettano nella messa in onda).
Mentre cuociono per il caldo parigino estivo e per le sei pappine incassate a Berlino, i francesi si "godono" una parata degna di questo nome, non la versione edulcorata , ridotta e triste voluta dalla sinistra italiana al potere.
Inutile sperare in un ripensamento per il prossimo anno: a sinistra si usa prima l'ideologia, poi la frase fatta, infine, a volte, ogni tanto, per casualità e occasionalmente, si attiva la massa cerebrale, che comunque raramente vede i neuroni impegnati nel produrre qualcosa di positivo.
Che tristezza vedere i nostri carristi sfilare per via dei Fori Imperiali a piedi, con i caschi in mano, i nostri carri e mezzi blindati ben chiusi nelle caserme; gli aerei e gli elicotteri a terra, al massimo un paio di passaggi delle Frecce Tricolori, peraltro adeguatamente insultate dal solito manipolo di "alternativi", per i quali l'indicazione delle frontiere italiane e un caldo invito a levarsi dalle scatole, se non piace loro la nostra nazione, sono sempre più che validi.
Pochi giorni dopo, a Napoli, si è celebrata la festa della Guardia di Finanza: rievocazioni storiche, simulazioni di inseguimento con elicotteri e motoscafi veloci di mezzi dediti al contrabbando, sfilata di mezzi navali e aerei, tutto celebrato non certo al risparmio.
Forse perché Frodi e Padoa (che) Schioppa hanno la lotta all'evasione come base per il risanamento dell'economia italiana (sempre ammesso che abbia realmente bisogno di essere risanata...)?
Questo principio era applicato anche dal governo Berlusconi, sotto le pesanti critiche della sinistra allora all'opposizione, dovrebbe stare sempre, indipendentemente dal numero dei voti.
Per il 2006 il 2 giugno si è celebrato in forma ridotta, con Bertinotti spillapacizzato (vale a dire con spilla arcobaleno) sul palco autorità, speriamo che ai primi inciampi governativi, coincisi con il famigerato decreto Bersani, appena varato e già pesantemente emendato in commissione al Senato, sia l'anteprima di una rovinosa caduta che salvi il nostro Paese dalla presenza di Frodi, Bertinotti, Napolitano e Marini dalle poltrone del potere.
I tassisti, nel loro piccolo, stanno lentamente picconando le caviglie del gigante dai piedi d'argilla.

Taxisti, trattattive rotte

Le rappresentative sindacali dei taxisti hanno rotto le trattative con il governo in seguito al decreto Bersani, torna il rischio di sospensione del servizio e di "sciopero selvaggio".
Già ferma l'attività delle "auto bianche" all'aeroporto di Fiumicino, con centinaia di viaggiatori costretti a ricorrere a treni e auto a noleggio. Anche a Genova è in corso una riunione spontanea all'aeroporto.
Forza ragazzi, potete far cadere il governo! Non abbiate pietà! La sinistra ha sempre detto che il diritto di sciopero è sacrosanto, ora dimostrino coerenza...

giovedì, luglio 13, 2006

Io sto con il Sap

D' ELIA: SAP, ARROGANTE SUA RICHIESTA AMNISTIA
'ASSASSINI MAI DEBBONO SEDERE IN PARLAMENTO'
(ANSA) - ROMA, 13 lug - "L' amnistia delle sue
responsabilità, che il deputato Sergio D' Elia chiede dalle
pagine del Corriere della Sera, sottolinea l' arroganza di chi,
con uno sconto di pena che in appena 12 anni ha chiuso la sua
storia criminale, pensa che vittime del terrorismo e i loro
parenti possano essere considerati delle mere accidentalità
politiche". Lo dichiara il segretario generale del Sap, Filippo
Saltamartini, commentando l' intervista rilasciata oggi dal
parlamentare della Rosa nel Pugno al quotidiano.
"La verità - sostiene Saltamartini - è che oggi Caino,
dagli scranni del Parlamento, pretende anche di rappresentare
Abele e di impedire che siano scritte le ipotesi di indegnità
che la nostra Costituzione prevede per l' assunzione dell'
Ufficio di deputato. La nostra battaglia per impedire che
possano accedere a cariche istituzionali coloro che sono stati
condannati per gravi e violenti reati, specie con l' assassinio
di molti agenti e funzionari di polizia, proseguirà senza sosta
insieme alle associazioni delle vittime anche se parte dei
parlamentari hanno voluto difendere un presunto diritto del
Parlamento".
"Contrariamente a quanto dice nell' intervista l' ex capo di
Prima Linea - prosegue il segretario del Sap - non c' è alcuna
volontà di strumentalizzare alcunché, a danno del suo partito
o della maggioranza di Governo, perché i fatti sono così
evidenti e scandalosi che non resta altro che farli conoscere
alla maggioranza degli italiani. Il problema resta
che i killer di poliziotti, magistrati, giornalisti o semplici
cittadini mai debbono sedere in uno scranno parlamentare. Se
questo è avvenuto, la nostra democrazia è malata e il livello
etico è ai livelli di guardia".


Sottoscrivo in toto la posizione del Sap: fuori D'Elia dal Parlamento, e subito.

I francesi, loro sì che sono dei signori!

Secondo l'agenzia Ansa, due coniugi torinesi in vacanza in Francia si sono rivolti alla gendarmeria di Cap Martin, vicino a Monaco, perché il loro figlio di 12 anni è stato picchiato da un francese per aver festeggiato la vittoria dell'Italia.
Il fatto sarebbe avvenuto domenica sera in un residence, pochi minuti dopo il rigore decisivo messo a segno da Grosso. Il bambino era andato in un parco vicino per festeggiare con alcuni amichetti, quando l'uomo è uscito di casa, ha raggiunto i bambini, ha afferrato il piccolo dodicenne, lo ha sbattuto per terra e colpito con calci e ginocchiate. Al pronto soccorso francese le contusioni sono state giudicate guaribili in un paio di giorni.
I genitori si aspettano che ora l'inchiesta faccia il suo corso.
Vedo che i connazionali di Zidane hanno preso esempio dal loro presunto campione.
Nota personale: se fosse accaduto a mio figlio, ora non si aspetterebbe che l'inchiesta facesse il suo corso, si aspetterebbe il decorso ospedaliero dell'eroe picchiatore. Del resto mi avrebbe provocato, quindi la vittima sarei io (Teorema di Zidane sui rapporti interpersonali di tipo sportivo).

Fifa, che occasione persa...

E' di pochi minuti fa la notizia circa l'apertura di un'inchiesta su Marco Materazzi da parte della Fifa. In breve, è stata sufficiente l'intervista rilasciata ieri sera da Zinedine Zidane su Canal Plus per far sì che Blatter procedesse immediatamente contro il difensore azzurro.
Siamo al ridicolo. Zidane ha semplicemente sbagliato, ha reagito nel peggiore dei modi a una provocazione e tutti coloro che giocano a calcio - compreso chi scrive, anche se ormai per motivi di età mi limito al calcio a cinque - sanno che le provocazioni iniziano sin da quando si gioca nei "pulcini", a 8-10 anni. I migliori stanno zitti e rispondono alle provocazioni con i gol, gli altri reagiscono e si beccano i cartellini.
Questa inchiesta della Fifa è assurda, due anni fa Poulsen, che provocò Totti sino a spingerlo al famoso sputo, non subì nulla del genere: ora si cerca di creare ad arte una polemica per stemperare la sconfitta di una nazionale destinata a vincere la Coppa ma che non ha saputo conquistarla sul campo.
Quel rigore regalato, quel gol a Toni annullato, l'arbitro che prima non vede la testata di Zidane ma che poi non può ignorare la segnalazione del quarto uomo, Blatter che non consegna la coppa all'Italia.
Platini è il pupillo di Blatter, il predestinato a prendere il suo ruolo. La Francia poteva creare la favola, la nazionale che vince nel 1998 battendo il Brasile con Zidane che risorge all'ultima partita, la Francia che crolla nel 2002, eliminata senza una sola rete messa a segno, la Francia che novella fenice rinasce dalla proprie ceneri, supera il grigiore delle prime partite in terra tedesca e conquista il mondiale ancora una volta a spese dell'Italia.
Materazzi rompe il sogno: prima pareggia, poi provoca l'espulsione di Zidane, uomo simbolo già vincitore immeritato di un pallone d'oro che doveva andare a furor di popolo a Cannavaro.
E ora arriva la vendetta Fifa: bastano quattro parole dell'algerino-francese, "ha insultato le donne della mia famiglia, ma non dico con quali parole", e via all'inchiesta. Materazzi dichiara che non è vero? Non serve a nulla, la Fifa procede, speriamo solo con per questioni di facciata, perché anche una sola giornata di squalifica all'azzurro, semplicemente per essere stato definito un "provocatore" dal vero colpevole, sarebbe semplicemente una vergogna, l'ennesima nella già lunga lista di azioni deprecabili inanellate da Blatter.
Per Zidane, dispiace veramente vedere quello che è stato uno dei migliori calciatori della storia, finire la sua carriera in questo triste modo.
Per la madre di Zidane, temo che "lauto pasto" sia da rimandare sine die. E in ogni caso, visto che a quanto pare i cosiddetti insulti non erano né di tipo razzista, né ispirati alla religione, né indirizzati alla stessa signora, sarebbe lecito aspettarsi delle scuse, dopo aver preteso i testicoli di Materazzi su un piatto.
Ma considerando il comportamento del figlio ("Mi scuso con i bambini, ma non mi pento del mio gesto, mi ha provocato e lo rifarei...) non c'è da aspettarsi comportamento differente dalla madre.